“Ci stanno portando via tutto. Stop Bolkestein, stop fiscal compact, stop Renzi”. Sono queste alcune parole impresse nello striscione che Marcello Di Finizio espone da 19 giorni sulla gru Ursus in Porto Vecchio a Trieste. Una protesta, quella dell’ex titolare della Voce della luna di Barcola, di cui pochi ne parlano e molti vorrebbero zittire.
Per questo lunedì 9 giugno Di Finizio ha indetto una conferenza stampa per spiegare alla gente le sue motivazioni, la sua delusione mista a quel senso di impotenza che affligge gran parte dei lavoratori e degli imprenditori, specie nel nord est, che hanno praticamente perso tutto, speranze incluse.
Di Finizio era nuovamente balzato alle cronache pochi mesi fa, dopo essere salito per la quarta volta nel Cupolone di San Pietro. Azione che gli è costata anche l’arresto da parte delle Guardie svizzere. Di sicuro l’ex imprenditore balneare non vuole arrendersi al triste declino che comporterà la chiusura della sua azienda e combatte ancora con tutte le sue forze per far sentire le sue ragioni. La sua causa coinvolge circa 30 mila imprenditori balneari che nel dicembre del 2015, sulla base della Direttiva Bolkenstein emanata dall’Unione Europea nel 1996 per liberalizzare i servizi, saranno costretti a mettere all’asta le loro proprietà in quanto sorgono su un terreno demaniale per cui pagano delle concessioni.
Ma sarà- come fa sapere – lo stesso Di Finizio a raccontare ai giornalisti le motivazioni che l’hanno spinto a quest’ultima azione eclatante. A Trieste il prossimo lunedì saranno presenti anche una delegazione di imprenditori provenienti da tutta Italia.

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Fonte dazebaonews

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