La quattordicesima sarà aumentata ai pensionati con gli assegni più bassi. Parola del ministro del Welfare, Giuliano Poletti, che in un’intervista al Corriere della Sera prova a quantificare gli intervisti concordati con i sindacati sulle pensioni.

Poveretti quelli del governo, si arrampicano sugli specchi con quell’accordicchio; hanno riconosciuto un caffe’ al giorno alle pensioni basse(di questo si tratta rapportate a mese), hanno riconosciuto delle facilitazioni a pochi usuranti, a pochi precoci e hanno lasciato li’ il problema dei milioni di lavoratori italiani che, non potendo accedere ad ape, perche’ porta via il 15/20/30% della pensione e per 20 anni, rinunceranno e tireranno dritto fino in fondo a amen; la perequazione delle pensioni in essere,viene addirittura rimandata al 2019, a sette anni, dal blocco del gennaio 2012…..ci sembra ci sia molta fuffa e poca sostanza caro ministro…cerchiamo di raccontarla giusta, ma italiani hanno gia’ ben capito….

4 SPICCI AI PENSIONATI PER IL LORO “SI” AL REFERENDUM: L’ULTIMA MANCETTA ELETTORALE (COL TRUCCO) DI RENZI

La quattordicesima sarà aumentata ai pensionati con gli assegni più bassi. Parola del ministro del Welfare, Giuliano Poletti, che in un’intervista al Corriere della Sera prova a quantificare gli intervisti concordati con i sindacati sulle pensioni.

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“Per le persone che la prendono già, cioè quelle che hanno un importo di pensione fino a 1,5 volte il minimo (750 euro circa) l’incremento sarà intorno al 30%. Per chi ha una pensione tra 1,5 e 2 volte il minimo (750-1.000 euro circa) la quattordicesima sarà introdotta per la prima volta in una misura pari a quella finora erogata alla vecchia platea (da 336 a 504 euro in base ai contributi versati). Questo per evitare sperequazioni a favore delle pensioni più alte”.

Ne deriva che la vecchia quattordicesima arrivi a un massimo di 650 euro. “Le cifre esatte saranno definite nella legge di Bilancio, ma l’ordine di grandezza è quello che le ho detto”.

Sul fronte lavoro, modifiche in arrivo per la decontribuzione sulle assunzioni. È “possibile” ad esempio, spiega Poletti, che riguardi solo gli under 35.

“Credo che lo sgravio 2017 verrà concesso secondo criteri selettivi volti a favorire l’occupazione giovanile e al Sud”.

Dinanzi al dato di oltre 107 mila italiani emigrati all’estero, un terzo dei quali di giovane età, si apre anche il tema dei salari. “Il tema dei salari c’è. Bisogna aumentare il reddito dei lavoratori e il governo è impegnato a studiare un taglio strutturale del cuneo fiscale a partire dal 2018. Detto questo, credo che vada distinto chi liberamente sceglie di partire da chi è costretto a farlo perché non trova lavoro. E comunque, a fronte di centomila italiani che vanno all’estero ce ne sono milioni che restano da noi a studiare e lavorare. Non vorrei passasse l’idea che quelli che se ne vanno sono più bravi di quelli che restano”.

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