I giornali di regime italiani non fanno che ripetere che l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea portera’ miseria e catastrofi di ogni genere. A distanza di più di un mese, però, non è la Gran Bretagna a soffrirne, piuttosto l’Italia, le cui banche sono sull’orlo del fallimento, l’economia già stagnante adesso peggiorerà nel 2017 col Pil in caduta di uno 0,5%, la disoccupazione ancora altissima aumeterà e il reddito pro capite che è più basso oggi del 1998, prima dell’entrata dell’Italia nell’euro non potrà che abbassarsi ancora. Ma cosa ne pensano gli industriali di questo referendum che ha portato la Gran Bretagna fuori dalla Ue? In Italia per ora nessuno ha fatto un sondaggio – perchè darebbe risposte apocalittiche per il governo – ma nel Canton Ticino, in Svizzera, tale consultazione ha avuto luogo e i risultati sono sorprendenti.

Il presidente del CdA della Sintetica SA di Mendrisio, Luca Bolzani, per esempio e’ convinto che ci saranno conseguenze positive. La sua industria farmaceutica, presente in Ticino dal lontano 1921, ha aperto una filiale a Londra nella primavera di quest’anno, senza considerare che la Brexit potesse essere un’ipotesi realistica. Il voto ha colto di sorpresa Bolzani, il quale però rivela che ciononostante “le immediate conseguenze, per il momento, non sono negative”, soprattutto grazie alla discesa della sterlina nei cambi, che facilita l’export dalla Gran Bretagna. Più a lungo termine l’incognita per la Sintetica SA riguarda le normative che disciplinano le registrazioni nazionali dei prodotti farmaceutici. “Ma per un’azienda svizzera” afferma Bolzani, “la situazione dovrebbe, nel caso peggiore, rimanere inalterata e nel caso migliore, presentare qualche vantaggio rispetto alle registrazioni dei prodotti made in UE.”

Il presidente dell’Associazione industrie ticinesi (AITI) Fabio Regazzi, dal canto suo, per ora non si sbilancia. “Seguiremo il processo di uscita della Gran Bretagna dall’UE e verificheremo quali condizioni si porranno per l’accesso delle aziende ticinesi e svizzere al mercato inglese” afferma. “In particolare bisogna evitare che vengano posti ostacoli burocratici e tariffali alle esportazioni verso la Gran Bretagna.” Per quanto riguarda il settore bancario, infine, secondo il direttore di UBS Regione Ticino Luca Pedrotti “non ci saranno grandi conseguenze per la piazza del cantone.” Difficilmente il nostro Cantone riuscirà ad attrarre le attività di gestione di hedge fund che potrebbero partire da Londra, spiega Pedrotti, “perché in questo ambito in Ticino c’è poco know how e non abbiamo le condizioni fiscali per farlo”. E anche per le attività di private banking, “onestamente di ripercussioni per in Ticino, sia in senso positivo che negativo, non ne vedo” conclude Pedrotti. “Infatti abbiamo pochi clienti britannici.”

Questo sondaggio e’ importante perche’ demolisce una volta per tutte le menzogne dei mezzi di informazione riguardo gli effetti del Brexit e dimostra che la decisione di uscire dalla UE non avra’ nessun effetto catastrofico sia in Gran Bretagna che in Svizzera. Certo la situazione e’ diversa per i paesi dell’eurozona, ma questo e’ legato agli effetti negativi dell’euro e delle politiche lacrime e sangue imposte dalla Germania, politiche che non influenzano la Svizzera visto che e’ fuori dalla Ue non da ora, da sempre. Ovviamente anche le industrie italiane potrebbero celebrare il Brexit, se si decidesse di uscire dalla UE e di ignorare i diktat di Bruxelles, ma ovviamente questo non avverra’ mai finchè c’è questo governo fantoccio delle oligarchie di Buxelles, e per tale motivo questa notizia e’ stata censurata, perche’ darebbe molto fastidio al governo Renzi. E’ la prova che fuori dalla Ue c’è sviluppo, lavoro, progresso. Dentro, si finisce combinati come l’Italia.

Fonte: Qui

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