Persino il cancelliere Angela Merkel, veterana delle crisi europee dopo 11 anni alla guida della Germania, ha dovuto ammettere la scorsa settimana che ”il mondo versa in condizioni critiche”, e che non ha alcun senso ”dipingere un quadro dai toni piu’ rosei”.

Le prospettive per il futuro del cancelliere tedesco, scrive pero’ il ”New York Times”, non sono migliori. L’impopolare decisione di Merkel di spalancare le porte ai profughi, culminata lo scorso anno nell’arrivo in Germania di oltre un milione di migranti, ha distrutto il patrimonio di fiducia e popolarita’ di cui la leader tedesca godeva da anni. Le prossime elezioni politiche tedesche si terranno l’anno prossimo, e Merkel le affronta in uno stato di vulnerabilita’ senza precedenti. La capacita’ residua del Cancelliere di destreggiarsi tra i problemi domestici – primo tra tutti l’ascesa di forze euroscettiche come Alternativa per la Germania (AfD), decisamente ostili ai paesi dell’Europa meridionale, gravera’ anche sul prossimo summit dei leader Ue in Slovacchia, fissato per venerdi’.

Dal referendum britannico che ha sancito l’uscita di quel paese dall’Europa, sostiene il quotidiano Usa, i governi del Continente hanno fatto poco o nulla per arginare efficacemente l’ascesa dei nazionalismi che ora possono vincere ovunque.

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