A novembre del 2013 Aqsa Mahmood, una ragazza di Glasgow in Scozia, ha salutato il padreMuzaffar con un lungo e strano abbraccio. Non sembrava il tipico saluto di una diciannovenne prima di uscire di casa, quella sera c’era qualcosa di diverso. Il giorno prima Aqsa si era trattenuta dalla nonna e aveva dormito con le sorelle. La mamma, Khalida, aveva intuito che qualcosa stava per accadere.

IN NOME DI ALLAH

Quattro giorni dopo Aqsa telefonò al padre in Scozia. Stava per attraversare la frontiera dalla Turchia alla Siria. I genitori avevano implorato la figlia, nel nome di Allah, di tornare indietro, ma lei li ha rasserenati: si sarebbero visti il giorno del giudizio finale. La ragazza aveva deciso di diventare una martire.

FRATELLI TERRORISTI

Da allora Aqsa è diventata un volto conosciuto dell’Isis. Sui social network fa propaganda a favore del Califfato e si dice felice di essersi convertita a muhajirah, una fidanzata dell’Isis. La giovane pubblica fotografie con AK-47 in mano e festeggia le decapitazioni. Uno degli ultimi post invita a seguire l’esempio degli attentati dei “fratelli di Woolwich, Texas e Boston”.

DAL PAKISTAN ALLA SCOZIA

La famiglia di Aqsa gode di una buona posizione economica. Immigrati dal Pakistan nel 1970, suo padre è stato il primo giocatore di cricket pakistano in Scozia. Aqsa, come i suoi tre fratelli, ha frequentato la prestigiosa scuola privata di Craigholme.

DA HARRY POTTER AL CORANO

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Aqsa era appassionata della musica di Coldplay, divorava la saga di libri di Harry Potter e faceva collane e bracciali colorati per sé e le sue amiche. Quando è scoppiata la guerra civile in Siria si è detta preoccupata per la violenza. È diventata più credente, lasciò le avventure del mago per leggere il Corano e aumentò il numero delle preghiere. Il fatto che abbia smesso di ascoltare la musica non spaventò i suoi genitori.

ARRUOLAMENTO ONLINE

I genitori di Aqsa pensano che gli estremisti islamici l’abbiano arruolata su internet. Guardava sempre discorsi online e comunicava attraverso i social network con loro. Forse sono stati loro ad aiutarla a compiere il viaggio da Glasgow alla Siria. La mamma non poteva credere che la figlia si fosse imbarcata per Aleppo. Aqsa aveva paura degli aerei e confondeva gli autobus nella sua cittadina.

L’ISLAM RADICALE

Arrivata in Siria, Aqsa ha comunicato alla famiglia che si sposava con un membro dell’Isis. “Così funziona qui. Una ragazza non può restare da sola. Ha bisogna di un mahram ( guida maschile). Ci dobbiamo sposare. Ma non vi preoccupate, sto bene. Il mio cuore è buono”. Nella casa di Aqsa si sono sempre sottolineate le differenze tra l’Islam e i radicali. “Abbiamo sempre detto ai nostri figli che questi gruppi non rappresentano l’Islam. Abbiamo sempre insistito che non approvavamo quello che facevano perché nessun musulmano può approvarlo”, ha detto il padre alla stampa inglese. Ora attendono il prossimo post dove la figlia festeggia qualche decapitazione o attentato per sapere che è ancora viva.

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