Sentiamo ogni giorno riverberare sul web la parola magica, odiata da molti ed osannata da altri: imposta patrimoniale. In questi giorni è il turno della sinistra PD con Susanna Camusso a chiederla a gran voce attraverso il megafono dei media, addirittura dal forum Ambrosetti di Cernobbio.

Dimenticandoci che di patrimoniali sotto mentite spoglie in Italia ce ne sono già diverse (IMU; imposta di bollo sui conti e depositi bancari – che di fatto si chiama “di bollo” solo perchè la patrimoniale sarebbe vietata dalla nostra Costituzione -). In Italia si arriva addirittura ad imporre una tassa dello 0.25% sull’erogazione dei mutui ossia – D.L. 168/2004, assurdo – ossia sull’erogazione di un credito al cliente, ovvero su un suo debito come fosse un’imposta sul patrimonio negativo. Si perché, alla faccia della difesa della forma – ad es. patrimoniale vietata dalla nostra Costituzione ma introdotta come imposta di bollo –  l’Italia è il paese certamente più ingiusto del mondo occidentale, altro che patria del diritto: nei paesi dove esiste un’imposta sulla sostanza si fa riferimento al patrimonio netto, ossia al netto dei debito, in quanto il patrimonio è per definizione attività meno passività. Da no noi: grazie a dubbie interpretazioni legislative e costituzionali in Italia si arriva a tassare solo le attività senza dedurre i costi. Ad es. se un soggetto possiede un milione di euro di beni ma ha un debito di mezzo milione la tassa dovuta è sul milione senza dedurre il debito, altro che imposta sul patrimonio. In altri paesi un siffatto comportamento da parte dello Stato provocherebbe una rivoluzione…

In ogni caso va detto, per onestà: in teoria oggi ci sarebbero i presupposti per una tassa sui patrimoni. Ma solo in teoria: se dopo tale tassazione straordinaria si risolvessero i problemi nazionali di debito, beh, certamente dovremmo farla. Ed invece non è così.

Imposta Patrimoniale

Il problema è infatti duplice: da una parte tale tassazione straordinaria oggi sarebbe inutile in quanto il vero problema dell’Italia è la mancanza di crescita e non le tasse troppo basse. Anzi, il problema è che le tasse sono troppo alte! Chiaramente a fronte di costi dello Stato altissimi che però in gran parte – leggasi pensioni – sono accordi pregressi tra Stato e cittadino, i famosi diritti acquisiti, che prima o poi bisognerà regolare diversamente. Che poi la mancanza di crescita sia dovuta proprio a tasse troppo alte – un cane che si morde la coda – e che le tasse ovvero l’assenza di flessibilità siano imposte dalla nostra permanenza nella moneta unica è fatto dirimente, vedasi il prosieguo

La seconda parte del problema è che, proprio perché oggi una patrimoniale sarebbe inutile, farla significherebbe aprire la strada a varie patrimoniali anche in futuro, una patrimoniale regolare che avrebbe il fine di impoverirci ulteriormente azzoppando definitivamente la possibilità di rinascita nazionale una volta usciti dalla moneta unica – non se ma quando, oggi che tutti gli attori che contano preconizzano la prossima fine dell’EU -.

Il vero motivo per il supporto mediatico a tale imposta straordinaria è che serve a chi oggi conta. Ossia a chi conta in Europa, la patrimoniale servirebbe infatti per tenerci nell’euro il più a lungo possibile, a vantaggio tedesco. Ben sapendo che sarebbe inutile, una semplice toppa per prendere tempo e per toglierci un asset che sarà formidabile post uscita italiana dalla moneta unica, il risparmio privato nazionale. E qui entrano in ballo anche le nostre elites che delocalizzano all’estero: se non vogliono che il castello italiano fracassi devono fare in modo di promuovere provvedimenti atti a far pagare ad altri le tasse che loro non pagano più in Italia… Capito perché il Debenedetti che vive in Svizzera spinge per tale imposta straordinaria? O i sodali de La Stampa di Torino…

Ed infatti è la stessa Germania, ben conscia che se non usciremo dall’euro dovremmo arrivare ad imporla, che ci fa i conti in tasca: think tanks tedeschi da anni ci suggeriscono cosa fare, fanno i conti, propongono tasse da applicare a noi senza dire che la causa è l’austerità da loro stessi impoirta. E l’euro, che è a vantaggio preminetemente tedesco! Ma la cosa interessante è che tale suggerimento è un trabocchetto per noi in quanto non servirebbe a nulla, la patrimoniale ridurrebbe ulteriormente la crescita ed in pochi anni saremmo di nuovo da capo.

Guarda caso le proposte di imposta patrmoniale per l’Italia da parte tedesca sono emerse soprattutto quando la Germania doveva salvare le proprie banche, ossia circa nel periodo in cui poi ci fu il golpe contro l’Italia (2010-2011)  la cui colpa principale probabilmente era di non aver subito la crisi subprime (prima dell’austerità euroimposta inaugurata da Mario Monti le banche italiane erano in media sanissime) oltre ad avere famiglie molto più ricche di quelle tedesche…

Patrimoni (1)

Ossia fra soli cinque anni saremmo da capo. Ossia in venti anni, con questo livello di tassazione impossibile da sopportare saremmo uno stato di bassa manovalanza non risparmiante serbatoio di consumatori. Che poi era il piano Funk della II guerra mondiale, abortito grazie all’intervento anglosassone contro i poteri centrali.

La riprova? Appunto, le aziende italiane che fuggono e vanno a pagare tasse molto minori e molto più logiche in altri paesi europei, noi – da veri deficienti – le lasciamo andare senza pensare a chi compenserà le imposte perse dal Paese… Ossia sempre i cittadini, eccoperché detta imposizione straordinaria (patrimoniale) diventerà inevitabilmente in assenza di un’uscita dall’euro, ripeto: inevitabile. Oggi la casta amministrativa italiana, giudici in testa, non ha capito che avallando il rigore euroimposto nel giro di qualche lustro non saremo in grado di pagare le altissime pensioni ad esempio dei giudici, dunque ci sarà una ribellione prima (o una dittatura per il tramite della magistratura, ma l’epilogo sarebbe lo stesso, tragico).

Vi ripropongo di seguito un’analisi presentata alcuni anni fa, analisi di dettaglio che temo sarà molto attuale a breve – spero possa essere utile ai lettori –. Fatto salvo un ripensamento della nostra permanenza nell’euro, ben inteso…

Buona lettura

MD

Fonte: Scenarieconomici

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