Roma – Potranno mai andar d’accordo il fisco e i cittadini italiani? «Nulla è inevitabile tranne la morte e le tasse», diceva Jo Black-Brad Pitt nel film di qualche anno fa. Ma da qui a pensarla come i professori Tommaso Padoa-Schioppa e Mario Monti, per cui «pagare le tasse è bello», ce ne corre.

Eppure, il governo Renzi e la sua maggioranza hanno proprio quest’obiettivo, con il decreto fiscale collegato alla manovra, approvato ieri alla Camera con 272 favorevoli e 137 contrari. Il provvedimento, che passa al Senato, contiene novità che dovrebbero riconquistare la simpatia dei contribuenti. Ma per portarlo a casa si è dovuti ricorrere al voto di fiducia al governo (359 sì e 166 no), perché tante sono le polemiche da parte di esperti e delle opposizioni, che stigmatizzano i «finti» regali ai contribuenti, le sanatorie e i «favori» agli amici, letti come una manovra elettoralistica.

Tutto, mentre a livello europeo si mette a punto un Database contro le frodi Iva (16 miliardi nel 2014), per incrociare i dati delle transazioni nei Paesi Ue. La Commissione europea vorrebbe creare una sorta di Grande Fratello fiscale in cui gli Stati più avanzati aiutano quelli più arretrati a combattere l’evasione.

Da noi, la novità più popolare è l’abolizione di Equitalia, con le funzioni trasferite ad un’Agenzia delle entrate-Riscossione, che dovrebbe essere meno vessatoria e riscuotere tasse anche per i Comuni.

Poi c’è la rottamazione delle cartelle esattoriali, su cui far festa. Le rate passano da 4 a 5, sono inclusi i debiti 2016 (si conta di incassare 1,4 miliardi), scompaiono sanzioni e interessi di mora per i carichi Equitalia. Il termine per le istanze slitta a marzo 2017, anno in cui si verserà il 70% delle somme, il resto nel 2018.

Inoltre, le rate si bloccano in attesa della rottamazione: chi ha già un piano in corso non dovrà pagare fino alla scadenza della prima o unica rata. Retromarcia, poi, sui pignoramenti, sospesi ma non estinti sempre se si paga la prima o unica rata della rottamazione.

Che non riguarderà solo Equitalia, ma anche i Comuni che riscuotono direttamente o si affidano ad altri privati. Escluse le cartelle su sanzioni o multe delle Authority, non quelle per contributi e premi agli enti previdenziali.

Niente più Tax day del 16 giugno per i versamenti. Dall’anno prossimo si pagheranno in quella data Imu e Tasi, ma Irpef, Irap e Ires dal 16 al 30 giugno. «Tregua» estiva per il fisco, dal 1 agosto al 4 settembre.

Si riaprono i termini della Voluntary disclosure, per il rientro dei capitali all’estero fino al 31 luglio 2017. Può presentare istanza chi ha aderito entro il 30 novembre 2015 per violazioni in Italia e chi lo ha fatto per profili internazionali.

Per il rientro dei contanti si presume, salvo prova contraria, che derivino da evasione fiscale nel 2015 e nei 4 periodi d’imposta precedenti. Addio agli studi di settore, dal 2017, arrivano gli indici di affidabilità con premi e meno controlli per i più corretti. Spesometro: le comunicazioni Iva saranno inviate telematicamente ogni 3 mesi, ma nel primo anno l’invio sarà semestrale e i commercialisti protestano perché il lavoro si moltiplica.

Le semplificazioni riguardano la cedolare secca, per gli affitti. C’è un aumento di 600 milioni di euro per i Comuni che hanno centri di accoglienza dei migranti. E finanziamenti per «esigenze indifferibili», dal cinema alla missione in Libia, dalle Fs all’Anac di Raffaele Cantone, che ringrazia.

Fonte: Qui

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