NEW YORK, 1 SET – La Russia ha tratto benefici dalla maggior parte delle rivelazioni di Wikileaks e delle dichiarazioni di Juliane Assange. E’ quanto emerge da un’analisi del New York Times, secondo il quale Assange dal suo esilio ha criticato gli Stati Uniti risparmiando la Russia e il suo presidente Vladimir Putin, che non rispecchiano al meglio l’ideale di trasparenza di Wikileaks.

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In un’intervista proprio al Nyt, Assange respinge però l’accusa, spiegando che la Russia non e protagonista della scena mondiale come lo sono la Cina e gli Stati Uniti. E in ogni caso “la corruzione del Cremlino è una storia vecchia. Tutti criticano la Russia. E’ noioso”. Hillary Clinton e i democratici ”hanno montato un’isteria stile neo-maccartismo sulla Russia” afferma Assange, sottolineando che Wikileakes non ha nel mirino nessun Paese in particolare, ma lavora per verificare il materiale che offre al pubblico, al quale “piace avere barlumi nella corrotta macchina che cerca di governarlo”.

(ANSA)

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