Dopo gli analisti della Kommerbank, e’ sceso in campo ora anche il Financial Times, interrogandosi sulla capacita’ di Lisbona di passare l’anno senza chiedere di nuovo l’aiuto di Bruxelles e del Fmi, dopo i 78 miliardi di euro ottenuti nel 2012 in cambio di una programma di austerita’ lacrime e sangue. ”Il fantasma di un secondo salvataggio plana sul Portogallo” avverte anche El Pais.
Dopo le elezioni di ottobre vinte ma senza maggioranza assoluta dal premier uscente conservatore Pedro Passos Coelho – che aveva traghettato il paese attraverso i quattro anni della crisi, ma al prezzo di un impoverimento generale – il leader socialista Antonio Costa era riuscito a formare un nuovo ‘governo del cambio’.
Costa aveva promesso di invertire il ciclo della austerità, di aumentare investimenti pubblici, salari e pensioni. Ma dopo un anno di ‘governo del cambiamento’ il paese e’ ”al centro di una tempesta perfetta” per il Financial Times ”di crescita economica debole, investimenti in caduta, bassa produttività, deficit permanente, un settore bancario sottocapitalizzato, impiombato da una parte eccessiva del debito del paese”(sembra si parli di Italia…-ndr). Per 3 agenzie di rating su 4 i bonos portoghesi sono spazzatura, ma un salvataggio oggi del Portogallo distruggerebbe l’euro.
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