Nel paese delle meraviglie succede anche questo, per aver salvato le banche, dove ad aver sbagliato sono i responsabili e non i risparmiatori, alcuni istituti di credito hanno deciso di aumentare i costi del conto corrente.

Se una ditta impegnata nella costruzione di una casa sbaglia il progetto o vengono usati materiali scadenti, quando ci si accorge dell’errore a pagare non è il cliente, non sono nemmeno gli operai ma tutto ricade sul responsabile, sul direttore, perché questo nelle banche non avviene? Sembra quasi che ci fanno un favore a custodire i nostri soldi, quando in realtà noi siamo obbligati ad aver un conto corrente altrimenti non possiamo nemmeno ritirare il nostro meritato stipendio a fine mese. Questo grazie ad una politica sempre e comunque a favore delle banche.

 

Banco Popolare, Unicredit e Ubi aumentano i prezzi dei depositi per il fondo di risoluzione

I clienti del Banco Popolare, con il saldo di fine anno, riceveranno una spiacevole sorpresa: una «maggiorazione» di 25 euro sui costi del proprio conto corrente per recuperare il contributo dell’istituto al Fondo nazionale di risoluzione delle crisi bancarie. Si tratta del fondo istituito presso Banca d’Italia, quello per capirsi che ha consentito il salvataggio delle quattro banche finite in risoluzione nel novembre dello scorso anno: Banca Marche, Etruria, CariFerrara e cariChieti.

 

Il Fondo europeo  

Ma il caso del Banco Popolare non è isolato. Dal primo luglio scorso Unicredit ha ritoccato il canone mensile di alcune tipologie di conto corrente (i conti denominati MyGenius Silver, Gold e Platinum) di circa 2 euro al mese, portando il costo totale rispettivamente a 5, 7 e 12 euro al mese. In questo il riferimento, comunicato ai clienti con l’estratto conto del primo trimestre di quest’anno, fa riferimento ad una serie di «eventi» che hanno comportato maggiori costi per l’istituto.

Anche Ubi Banca si è mossa in estate, con un aumento di 12 euro annui dei costi del conto corrente. L’istituto fa riferimento ad un vero e proprio aumento dei «costi di produzione»: circa 60 milioni all’anno relativi all’applicazione di due direttive europee: il fondo di risoluzione, appunto. E lo schema obbligatorio di tutela dei depositi, anche questo europeo, che dovrà intervenire per garantire i conti fino a 100 mila euro.

Non abbassate la testa come al solito! Non siate i soliti pecoroni!! Non pensate “meglio pagare tanto è uguale”.. “tanto sono pochi soldi”…no è così!. Non è uguale per niente!! Ribellatevi!!!  Volete uscire da questo sistema si o no? Volete regalare un futuro migliore ai vostri figli? O li volete veder crescere in un altra nazione?  Scappati da questo paese perché per la vostra inerzia disoccupazione, crisi e soprusi regnano sovrani? A voi la scelta. 

Di S.M. per La verità di Ninco Nanco

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