La Banca centrale del Portogalo, in una nota ripresa da Jornal del Negocios, scrive come l’Unione bancaria europea potrebbe non raggiungere nessuno degli obiettivi che si è prefissata. 
Secondo la banca centrale di Lisbona, infatti, molte debolezze dell’impalcatura creata non permettono di rompere il legame tra il rischio del debito sovrano e quello delle banche, dimostratosi così pericoloso durante la crisi.  Le banche, secondo la nota, rimarranno altamente dipendenti dalle economie nazionali, in una situazione in cui le crisi finanziarie hanno generato una concentrazione addizionale del debito pubblico dei paesi nei sistemi bancari dei paesi in difficoltà. La Bce, infine, non sarà un prestatore di ultima istanza, e i rischi continueranno ad essere associati con i debiti sovrani. “L’Unione non ha i mezzi per evitare i problemi di free riding dei legislatori nazionali e permetterà a questi di emettere leggi favorevoli ai loro sistemi finanziari, facendo pagare i costi ai contribuenti o alle banche di altri paesi”, ha concluso.
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