Chiusura fortemente negativa per la Borsa valori, affossata ancora dalla debacle dei bancari sull’onda lunga dell’esito degli stress test e del ’profit worning’ lanciato in mattinata da Commerzbank: Ftse Mib -2,76% a 16.098 punti; All Share -2,64%. Bagno di sangue per Mps, crollata del 16,10% dopo essersi salvata alla vigilia grazie al piano di cessione degli npl e del conseguente aumento di capitale. Profondo rosso pure per Unicredit (-7,15%) sulle ipotesi che debba ricorrere a un sostanzioso aumento di capitale per rispondere in modo adeguato al risultato ottenuto all’esame dell’Eba.

Le banche hanno affossato Piazza affari già dal mattino in fase di apertura con il MIb che perdeva l’1,50%. Oltre ad Mps che aveva perso in apertura il 5,61%, male tutti i titoli del comparto: Carige -3,08%, Ubi -4,74%, Banco Popolare -3,51%, Bpm -3,24%, Intesa Sanpaolo -1,05%, Bper -3,52%, Mediobanca -3,01%, Credem -1,72%, Creval -2,55%, FinecoBank -1,05%. Ieri la banca di Siena aveva tenuto ma oggi è arrivato il tonfo.

Peggior piazza in Europa Milano. In ribasso anche le altre piazze del vecchio Continente dopo la chiusura pesante di Tokyo e quella contrastata registrata ieri sera a Wall Street: Parigi cede lo 0,78%, Francoforte lo 0,60% e Londra lo 0,51%. Nel paniere principale milanese perdono terreno le banche con Banco Popolare (-3,76%), Bpm (-3,07%), Mediobanca (-2,85%). Sospese per eccesso di volatilità Mps, Ubi banca e Unicredit. Giù anche Tenaris (-3,52%), Unipol (-3,18%), Unipolsai (-2,51%) e Generali (-2,56%). Vendite anche per Fca (-3,25%). Tra i pochi titoli in guadagno Recordati (+0,58%) che ha firmato con Richter un accordo di licenza per la commercializzazione in Europa occidentale di cariprazina. Poco mossa Snam (+0,19%) all’indomani del via libera alla scissione parziale e proporzionale di Italgas.

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