La vigilanza europea invita le banche italiane a “inseguire” telefonicamente le famiglie e le imprese debitrici per velocizzare il recupero delle rate scadute di mutui e prestiti.

Riporta il Giornale che questo inquietante suggerimento è contenuto a pagina 21 della bozza di un corposo documento Draft guidance to banks on non-performing loans che la Banca centrale europea ha già sottoposto agli istituti del Vecchio continente e che potrebbe diventare “una vera e propria guida” già entro fine anno.

Ci sarebbero nella relazione tre gradi di allarme con rischio “basso”, “medio” e “alto”. Nel primo caso con cui si intendono i prestiti scaduti scoperti da oltre 90 giorni e pari almeno al 5% del totale inizialmente erogato la banca dovrà contattare famiglie e imprese debitrici a intervalli di 5-7 giorni.

Che passano a 2-3 giorni in caso di rischio medio, ovvero per le cosiddette “inadempienze probabili”. Infine, per quelle ad alto rischio (ovvero i finanziamenti finiti in sofferenza e quindi inesigibili) ci sono le “telefonate giornaliere”.

E non è tutto. La Bce parla  anche delle fasce orarie in cui “importunare” i clienti: dal lunedì al venerdì dalle 8 del mattino alle 9 di sera, il sabato fino alle 5 del pomeriggio e la domenica dalle dieci del mattino alle 4 del pomeriggio.

Una sorta di stalking telefonico vero e proprio. Senza poi considerare il fatto che dal 2018 finirebbero nel “rischio basso” anche tutti gli sconfinamenti da 1 a 90 giorni, e nel “rischio medio” quelle oltre questo lasso di tempo.

Fonte: Qui

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