La conferma arriva direttamente dal Bruxelles: Josè Manuel Barroso incasserà 7mila euro al mese di prepensionamento per il lavoro svolto nella commissione europea dal 2004 al 2014.

L’ex presidente, al compimento dei 60 anni di età, ha chiesto e ottenuto di incassare la rendita anticipata con solo dieci anni di contribuzione in cui il suo stipendio ammontava a 25mila euro al mese. L’indignazione per la maxi pensione nasce non solo dalla cifra elevata che Barroso andrà a incassare ma dal suo passaggio al settore privato.

L’ex presidente ha infatto un contratto di consulenza e lobbying con la banca d’affari statunitense Goldman Sachs. Questo passaggio è stato giudicato dal presidente francese Francois Hollande“moralmente inaccettabile” in relazione al precedente ruolo istituzionale.

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Anche gli stessi euroburocrati si sono indignati per il cambio di settore di Barroso e hanno lanciato una petizione online per far privare l’ex presidente del vitalizio e degli altri appannaggi, previsti proprio per garantire l’indipendenza dei membri della Commissione anche dopo il mandato a Bruxelles. Sono state raccolte finora oltre 150 mila firme.

Ma il portoghese ha preteso comunque il rispetto del privilegio del prepensionamento. Le normative consentono di incassare la rendita anticipata con soli dieci anni di contribuzione agli euroburocrati della commissione. Barroso e la Goldman Sachs non hanno risposto alle richieste dichiarimenti.

Fonte: Qui

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