Matteo Renzi si è già autocelebrato, dicendo “l’Italia è la locomotiva di Europa”. Ma lui fa il politico ed è in campagna elettorale, periodo in cui la propaganda abbonda e la si spara grossa per contratto.

Stupisce invece che i grandi giornali italiani gli abbiano dato benzina gratis per quel fuoco propagandistico, celebrando fuori misura il dato del Pil italiano nel terzo trimestre 2016. Per il Corriere è “il rimbalzo della crescita”. Per Il Sole 24 ore è addirittura il titolo di apertura della prima pagina: “Pil in risalita”. Repubblicaapre così solo l’economia, ma gonfia il petto: “L’Italia cresce più della Germania”.

Che è accaduto? Che il Pil italiano nel terzo trimestre – quello meno importante e più povero di tutti perché i paesi si fermano per le vacanze estive – ha registrato un aumento dello 0,3%. Che è in effetti inferiore a quello della Germania (+0,2%). Ma la notizia era l’esatto contrario: non il boom dell’Italia, ma la frenata tedesca che andava indagata. Perché il dato italiano è il 20° risultato in classifica su 28 paesi europei. Ed è la metà di quello fatto registrare da Spagna, Portogallo, Bulgaria, Grecia, Austria, Gran Bretagna e tanti altri.

Su base annua ancora peggio: l’Italia cresce dello 0,9%, molto meno della media dell’area dell’euro (+1,6%), della Germania (+1,7%) e della media dell’Europa a 28. Il dato italiano infatti è il 27° su 28 paesi.

E l’unico che sta alle spalle dell’Italia – la Lettonia – nell’ultimo trimestre ha fatto meglio dell’Italia: +0,5% contro +0,3%. Se dovesse ripetersi il risultato anche nel quarto trimestre, allora l’Italia più che locomotiva diventerebbe il fanalino di coda dell’Europa: che c’è da festeggiare?

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