Domanda come si regalano soldi pubblici alle banche privati con una certa eleganza?

Risposta: si rivalutano le quote di Banca di Italia in pancia alle banche private e si garantisce un rendimento sulle quote rivalutate del 5,1%, a 380 milioni di euro tondi tondi.

Fantastica la vita dei sudditi Italiani, che peraltro pare si trovino bene cosi’ ,  ed anzi hanno tributato un gioioso plebiscito al loro giovane leader e al partito di Governo responsabile di questo ignobile provvedimento.

In alto i Cuori.

da Milano Finanza

I risultati dell’esercizio 2013 consentono a Banca d’Italia di sottoporre all’assemblea la proposta un dividendo agli azionisti pari a 380 milioni, riconoscendo allo Stato l’importo residuo di 1,9 miliardi che si aggiunge a imposte di competenza per 1,6 miliardi. Una ripartizione degli utili, ha chiarito il governatore della Banca d’Italia, che si aggiunge agli accantonamenti al fondo rischi generali, oltre ad assegnazioni alle riserve a fronte dei rischi connessi con la crisi.

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Il governatore, commentando  la riforma dell’assetto proprietario di Banca d’Italia recepita con il nuovo statuto entrato in vigore il 31 dicembre 2013, ha dichiarato che “supera tratti anacronistici e anomalie maturati nel corso di decenni; rende più trasparente il processo di distribuzione degli utili; chiarisce, circoscrivendoli, i diritti economici e patrimoniali dei partecipanti.

Questi ultimi continuano a non avere alcun diritto sulle riserve valutarie ed auree, la cui funzione pubblica è fuori discussione”, ha concluso. Il bilancio 2013 di Via Nazionale si è chiuso in particolare con un utile netto di 3,035 miliardi, in crescita rispetto ai 2,5 miliardi del 2012 che non comprendevano però il rendimento degli investimenti della riserva ordinaria e straordinaria, pari a 478 milioni, come previsto dalle precedenti norme statutarie.

La riforma ha cambiato, tra le altre cose, proprio le norme sulla remunerazione dei partecipanti che deriva esclusivamente dagli utili netti e non può superare il 6% del capitale. Rispetto alla precedente disciplina è stato eliminato così la possibilità di pagare ai partecipanto una remunerazione aggiuntiva sui frutti degli investimenti a fronte delle riserva statutarie.

Fonte: rischiocalcolato.it

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