Dalla Commissione europea è piovuta la richiesta di “misure aggiuntive già nel 2014” per aggiustare i conti pubblici. Non si parla esplicitamente di “manovra”, che però allo stato delle cose è la più probabile delle conseguenze. Come spiega il direttore di Libero,Maurizio Belpietro, “l’Europa ci presenta il conto, spiegando che nel bilancio dello Stato mancano 9,3 miliardi di euro“. Una cifra sinistramente simile – anzi, sensibilmente superiore – a quei 6,6 miliardi di euro impiegati da Matteo Renzi per dare a dieci milioni di italiani i “mitici 80 euro” in busta paga.

L’utilità della bugia – Come spiega Belpietro, “la spregiudicata operazione elettorale (…), ora rischia di dover essere pagata con gli interessi dal ceto medio”. Già poche settimane fa i tecnici del Senato cercarono di frenare il premier spiegando che le coperture per gli 80 euro non c’erano. Renzi rispose sostenendo, ricorda il direttore , che i tecnici del Senato “criticavano la misura del governo per ritorsione in quanto inferociti dal taglio degli stipendi pubblici. Una bugia pietosa, naturalmente, ma che nell’immediato è servita, perché ha tappato la bocca ai ragionieri di Palazzo Madama”. Ma “ora però si fa più difficile mettere nel mirino i tecnici di Bruxelles”, che potrebbero imporci in autunno una nuova manovra lacrime e sangue.

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Calcoli all’ingrosso – Una serie di nuove tasse, di balzelli, di tagli imputabili in larga parte al bonus Irpef varato dal premier, l’unica misura per la quale Matteo ha rispettato le tempistiche prospettate all’insediamento a Palazzo Chigi. Non è un caso: anche Susanna Camusso, leader della Cgil, ha riconosciuto che si è trattato di una operazione elettorale. Secondo Belpietro “almeno un milione di persone ha scelto di dare la fiducia al governo in conseguenza del regalo elettorale”. Ma la cifra aumenta “se si considera che probabilmente questi italiani hanno un coniuge”. Dunque, chiosa il direttore, “facendo due calcoli all’ingrosso si arriva a due milioni di elettori convinti dalla mossa messa a punto dal presidente del Consiglio”. Due milioni di elettori che, come tutti gli altri 60 e rotti milioni di italiani, in autunno si potrebbero trovare a dover pagare il conto di questi 80 euro.

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