”Toc toc, c’è qualcuno in casa?”. Così  Beppe Grillo scrive a Vula Tsetsi, segretario generale del Gruppo dei Verdi in Europa, chiedendo un incontro “per discutere di un’eventuale collaborazione in seno al gruppo da lei presieduto in Parlamento europeo. Ma a giudicare dai toni, tra l’ironico e il burocratico, le intenzioni di Grillo non sono esattamente pro-attive. Ecco il testo della lettera apparsa sul blog del leader Cinque Stelle:

Il Movimento 5 Stelle sarebbe felice di incontrarla al più presto per discutere un’eventuale collaborazione in seno al gruppo dei Verdi.
Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.
Il MoVimento 5 Stelle aspira a un’Europa dei valori vicina ai cittadini e basata sulla democrazia diretta. Il nostro programma elettorale europeo prevede sette punti ben precisi che i nostri 17 rappresentanti intendono difendere e perseguire durante la prossima legislatura del Parlamento europeo:
1. Abolizione Fiscal Compact
2. Adozione degli Eurobond
3. Alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune
4. Investimenti in innovazioni e attività produttive escluse dal 3% del deficit annuo
5. Investimenti per il rilancio dell’attività agricola
6. Abolizione del pareggio di bilancio
7. Referendum per la permanenza nell’Euro

Peccato che accanto alla lettera, firmata dal leader Cinque Stelle, sull’homepage del blog appaia un nuovo e più vistoso post, tutt’altro che amichevole e intitolato: “Il fantasma dei verdi”. Con tanto di illustrazione photoshoppata. Il messaggio, a firma di Claudio Messora, è diretto a quei giornali, Fatto Quotidiano in testa, che da giorni auspicano un’alleanza con i Verdi europei per scongiurare lo spettro di un accordo con l’Ukip di Nigel Farage. Ma è pure indicativo delle reali intenzioni di Grillo, sempre più propenso a chiudere la porta ai Verdi e a portare avanti le trattative con Farage. Messora mette in risalto la prontezza di riflessi degli euroscettici, contro la presunta latitanza dei Verdi:

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Ma vediamo come è andata invece davvero con il Gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo.
Venerdì 14 maggio (molto prima dell’approccio con l’Edf) ci si mette in contatto con Vula Tsetsi, segretario generale dei Verdi e omologo di Bordez. Viene chiesto un incontro per una chiacchierata informale, esplorativa. Si attende di essere richiamati, come d’accordo, ma non arriva risposta alcuna. Così si fa passare un altro po’ di tempo e ci si riprova. La si chiama un’altra volta. Questa volta è sul TGV: va in Francia per le elezioni. Le viene chiesto nuovamente un preliminary talk, ma risponde che “adesso ci sono le elezioni, dai ne parliamo dopo”. Nessuno è mai stato ricontattato.
Nel frattempo escono ad arte le dichiarazioni dei Verdi tedeschi che dicono esplicitamente di non volere avere nulla a che fare con noi, così come quelle di Monica Frassoni, co-presidente del Partito Verde Europeo, che non sono esattamente a favore di un accordo con il MoVimento 5 Stelle. Ma i media insistono che il problema è che Grillo non vuole fare l’accordo con i Verdi, e non il contrario.

Allora, il 31 maggio, tanto per sollecitare un po’, si contatta un Advisor del Gruppo Verde al parlamento Europeo (di cui si omette volontariamente il nome per non metterlo in imbarazzo) che due giorni prima sembrava volesse intercedere personalmente, facendosi tramite di un supposto interesse reale di José Bové, candidato con i Green Italia – Verdi Europei nientemeno che alla presidenza della Commissione Europea insieme a Ska Keller. Gli si scrive: “Xxxxx, ma José Bove ha chiamato Grillo?”.

Risposta (era sabato): “Tutto fermo fino a lunedì. Week end lungo in Francia”. Che non sembra esattamente il tenore di una risposta politica di un grande Gruppo europeo che ha urgenza di aprire un tavolo di trattative con una delegazione italiana per battere gli avversari sul tempo ad ogni costo.
Si rilancia: “Digli che se vuole aprire un negoziato, è inutile fare la battaglia dei comunicati stampa: Grillo aspetta una sua telefonata. Se chiama avrà il numero.”. Risposta: “Ok, ma fino a lunedì non lo sento”. “Ok. Aspettiamo”. E aggiunge per email: “Stiamo cercando Josè Bovè ma sta passando qualche giorno di relax post-elettorale sulla sua barca in giro per il Mediterraneo. Non so se e quando i suoi più stretti collaboratori riusciranno a rintracciarlo.” E conclude: “Se hai bisogno di contatti formali puoi rivolgerti alla segretaria generale del gruppo Vula Tsetsi.”.

Quella stessa Vula Tsetsi che rimbalza il MoVimento 5 Stelle dal 14 maggio? Ma è meraviglioso.”

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