La Turchia interviene militarmente nella guerra civile in Siria. Forze di terra dell’esercito turco, fra cui diverse unità dei carri armati, sono entrate all’alba in territorio siriano puntando verso la città di Jarablus. Le unità turche sono affiancate e supportano da componenti dell’Esercito libero siriano di liberazione.

L’obiettivo è liberare il centro abitato, che si trova nei pressi del confine turco-siriano, dalle forze dello Stato Islamico. Le notizie dell’operazione sono state diffuse dai media e dalle agenzie di stampa turche che citano fonti militari di Ankara.

Secondo la testata turca Hurriyet, le operazioni militari sono iniziate alle quattro del mattino con un bombardamento di obici e un lancio di razzi contro sessantatrè obiettivi dell’Isis, seguiti da raid aerei condotti con jet F16 dell’aeronautica turca.

Alcune zone di confine nella regione di Gaziantep sono state dichiarate “aree di speciale sicurezza”.

Da tempo Ankara assisteva preoccupata alle manovre dei miliziani curdi di Ypg e Ypj, che non nascondevano le proprie mire su quel teatro di operazioni nell’ambito della loro lotta anti-Isis e indipendentista. Da qualche settimana, in seguito al riavvicinamento con la Russia, la Turchia ha promesso maggiore attivismo nel teatro bellico siriano, con interventi diretti a garantire i propri interessi strategici, soprattutto nelle zone più vicine al confine.

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