La differenza di ‘umore’ tra francesi e tedeschi è ai massimi da 30 anni.

Bloomberg ha pubblicato un grafico, ripreso poi dal sito Zero Hedge, che fa notare come la “differenza di umore” tra Germania e Francia abbia raggiunto un nuovo record. Si tratta di dati da non sottovalutare, anche alla luce della recente vittoria del partito antieuropeista di Marine Le Pen, che potrebbero essere indicativi di un imminente terremoto nelle istituzioni dell’Unione Europa

“Zero Hedge pubblica oggi quella che da oggi va considerata la cartina più preoccupante per la futura stabilità della zona euro. Se fino ad oggi l’elemento considerato chiave per valutare potenziali shock sociali e politici è stato quello della disoccupazione giovanile, c’è forse un indicatore che spiega meglio la fragilità potenziale dell’Unione Europea. Come nota Maxime Sbahi di Bloomberg, la differenza nella performance economica tra Francia e Germania, “il motore europeo”, è al massimo record. Questo gap indebolirà la Francia e isolerà la Germania ulteriormente, rafforzando le tensioni politiche e lo stallo decisionale nell’area euro.”

Come spiega l’Antidiplomatico, “la differenza di “umore” delle popolazioni è ai massimi da 30 anni”:

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Francia e Germania sono i due pilastri su cui si basa l’Europa e il fatto che l’euroscettico Front National della Le Pen abbia vinto le elezioni mostra la divergenza tra i due Paesi in merito alle politiche fiscali ed economiche da attuare:

“Le elezioni della scorsa settimana per il rinnovo del Parlamento europeo hanno fornito un primo segnale del terremoto politico, con la vittoria del Fronte Nazionale in Europa. Il paese invierà 24 deputati euroscettici su 74 totali, contro i 7 su 96 dalla Germania. I disaccordi tra i due paesi membri fondanti dell’Ue si intensificheranno in modo direttamente proporzionale all’intensificardi della divergenza economica. La Francia ha chiesto ripetutamente un rilassamento dei target fiscali e domandato alla Banca centrale europea di essere più attiva per salvare l’euro. La Germania, al contrario, insiste sull’indipendenza della Bce, il rispetto della disciplina fiscale e ha ammonito direttamente la Francia contro la volontà di impegni non vincolanti.”

Una divergenza, quella tra Francia e Germania, che potrebbe creare un terremoto in Europa:

“Se l’economia francese continua a avvicinarsi alla periferia della zona euro, nuovi scontri, sostiene Sbahi, si materializzeranno, indebolendo la relazione franco-tedesca che ha fornito fino ad oggi la leadership nell’Ue. Questo potrebbe rallentare il funzionamento dell’area euro, laddove le decisioni sono prese principalmente dai capi di stato nei summit. Nel lungo periodo, una delle consieguenze principali sarà la potenziale perdita di strategia comune per il futuro dell’area euro in un tempo in cui la direzione è necessaria come mai forse nella storia. Se lo status del suo partner storico viene abbassato al livello Junior, conclude Sbahi, la Germania potrebbe divenire ancora più potente a livello europeo, ma ritrovarsi in una posizione ancora più isolata e difficile da gestire.”

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