Il Commissario dell’Ue per l’energia Günther Oettinger nella sua intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung ha dichiarato che l’adozione della “decisione politica” sulla realizzazione del gasdotto South Stream è impossibile finché la Russia non avrà riconosciuto il Governo di Kiev. Ma i partecipanti stessi al progetto non vogliono politicizzarlo e ne sottolineano i vantaggi economici.

Nelle attuali condizioni in cui nell’Est dell’Ucraina si è prodotta una situazione simile ad una guerra civile, finché Mosca non avrà riconosciuto il Governo di Kiev non riusciremo a raggiungere una decisione politica nel corso dei negoziati,– tale è la posizione della Commissione Europea nel campo dell’energia. Il suo capo Günther Oettinger ha invitato i partner russi ad “attenersi alla prassi giuridica internazionale”.

Già da tempo non è un segreto per nessuno che per l’Occidente i problemi energetici sono un elemento chiave dei giochi geopolitici. Le dichiarazioni che nelle ultime settimane si fanno a Bruxelles segnalano che molti leader dell’Ue sono pronti a commettere un eccesso di zelo lasciando gli europei senza le sicure forniture di gas russo a buon prezzo.

Ce ne si rende ben conto nei paesi situati nell’area geografica interessata dal metanodotto South Stream. Il Ministro dell’economia e del’energia della Bulgaria Dragomir Stoynev, prendendo la parola nel corso di un dibattito in Parlamento nazionale, ha sottolineato che “l’attuale governo del Paese si sta provvedendo a realizzare il progetto per la posa del gasdotto South Stream”:

Per noi il South Stream rimane un progetto europeo di interesse strategico, progetto che ci impegniamo a realizzare ad onta della pressione da parte delle forze d’opposizione. Siamo riusciti ad abbassare il tasso d’interesse sul credito per la costruzione del gasdotto dall’8 fino al 4,25% annuo, a farsi concedere delle agevolazioni per un periodo di cinque anni. L’estinzione del credito sarà effettuata per conto dei dividendi ricavati dall’utilizzazione del South Stream nell’arco di 22 anni, precisandosi che il 20 % ne potranno essere spesi per i bisogni della Holding energetica bulgara.

Nelle prossime tre settimane sarà stretto un accordo sulla costruzione del gasdotto South Stream sul territorio della Serbia con i relativi rami verso la Croazia e la Repubblica Serba Bosniaca. Il Ministro greco per l’Ambiente, Energia e Cambiamenti Climatici Giannis Maniatis, definendo la Russia un sicuro fornitore di gas naturale e partner affidabile, ha dichiarato che il Suo Paese vorrebbe realizzare un ramo del gasdotto South Stream sul territorio nazionale. A favore dei progetti russi dicono anche fattori importanti come il prezzo del gas e la sicurezza delle forniture. Konstantin Simonov, Direttore generale del Fondo della sicurezza energetica nazionale, ha ricordato che negli ultimi anni l’Ue, in qualità di alternativa, puntava sul gas azero, ma i calcoli si sono rivelati inefficaci poiché si tratta di fornitura di 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno, mentre il South Stream è studiato a fornirne 63 miliardi di metri cubi:

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Simili volumi non sono in grado di fare il bello e il cattivo tempo sul mercato europeo. Anzi, anche in termini di prezzi d’oggi il gas russo rimane ugualmente più economico. Non solo, l’Azerbaigian ha i rapporti molto complessi con la Società BP, si posticipa di continuo la data attesa di avvio dello sfruttamento dei relativi giacimenti. Non è da escludersi che ciò può avvenire all’inizio del prossimo decennio.

Bloccando la cooperazione con la Russia, la Commissione Europea, in sostanza, non offre un’altra alternativa ai consumatori. Ossia sta bluffando. In tali condizioni sono possibili dei tentativi di rianimare, in varie forme, il progetto Nabucco,- dice Ghennady Shmal, Presidente dell’Unione degli operatori del Settore petrolifero e del gas:

Il progetto dell’Ue è una decisione politica e non economica. Ma il Nabucco non ha base di risorse. Le speranze nelle forniture azere per il momento non hanno trovato conferma. Quanto alla Turkmenia, un altro potenziale partecipante al progetto, essa ha già costruito una serie di gasdotti verso la Cina.

Nonostante le speculazioni politiche a Bruxelles, la Russia non intende rinunciare all’adempimento dei suoi impegni nell’ambito del progetto South Stream. Il titolare della Gasprom Alexey Miller ha sottolineato che la Commissione Europea non ha motivi giuridici per fermare il progetto. Quanto alla realizzazione del South Stream”:

Essa sta procedendo nel rigoroso rispetto del calendario prestabilito in Bulgaria, Serbia ed Ungheria. Non c’è nessun dubbio che le prime forniture di gas nell’ambito del South Stream inizieranno già alla fine del prossimo anno verso la Bulgaria, attraverso la prima condotta sottomarittima.

Tuttavia, la Russia non intende agire a suo danno. Lo ha apertamente dichiarato giorni fa il Presidente russo Vladimir Putin ad un incontro con i dirigenti delle agenzie d’informazione mondiali: “Se anche in futuro avremo dei problemi relativi al South Stream, e i bastoni tra le ruote non sono mancate, siamo pronti a studiare anche altre varianti – attraverso i paesi che non fanno parte dell’Unione Europea. Semplicemente in questo caso per l’Ue ci sarà un paese di transito in più.

Fonte: Voce della Russia

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