Inizia a diventare preoccupante la crisi economica del Brasile, che da due trimestri evidenzia un pil in contrazione. L’inflazione galoppa e il real si svaluta sul dollaro.

C’era una volta il boom del Brasile, economia emergente tra le più rampanti di questo inizio secolo nel gruppo dei BRIC. Oggi il gigante sudamericano deve fare i conti con una grave crisi d’identità, provocata dalla mancanza di riforme strutturali e degli investimenti necessari per rendere la crescita sostenibile nel lungo periodo. Ora mancano meno di due settimane al voto per le elezioni presidenziali.

Dilma Rousseff rischia seriamente la sconfitta, anche se i sondaggi non si sono finora sbilanciati nelle previsioni. Ad ogni modo Brasilia si trova costretta a tagliare continuamente le stime sulla crescita del pil, dopo che il paese è finito inrecessione tecnica considerando la decrescita avvenuta negli ultimi due trimestri dell’anno. Il governo carioca è stato costretto ad abbassare ancora l’asticella del pil 2014, allo 0,9 dal precedente 1,8%.

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Se questo dato venisse confermato, sarebbe il risultato peggiore degli ultimi 5 anni (nel 2009 il pil diminuì dello 0,3% a causa dello scoppio della crisi finanziaria globale). Nell’aprile dello scorso anno, quando fu presentata la legge di bilancio per il 2014, le stime sul pil brasiliano erano ancora ferme a +4,5%. Nei mesi successivi, in particolare da febbraio di quest’anno, le prospettive di crescita sono state continuamente riviste al ribasso.

La banca centrale brasiliana ha già fatto sapere che quest’anno non sarà in grado di centrare il target di avanzo primario consolidato di 99 miliardi di real. C’è poi un altro pericolo all’orizzonte: l’inflazione in costante aumento. Nel 2014 le stime di inflazione sono al 6,2%, dal 5,9% dello scorso anno. Sui mercati internazionali i tassi brasiliani sono al di sopra del 10% e il real continua a svalutarsi nei confronti del dollaro americano. Il tasso di cambio USDBRL ha toccato quota 2,41, sui massimi degli ultimi 7 mesi. Da inizio mese il cambio si è apprezzato di oltre il 7%.

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