Il numero uno della Bundesbank: “Non si cambiano le regole per aiutare un governo”. Torna il gelo tra Germania e Italia

Nell’Unione “credo che siamo arrivati a un bivio”, si può scegliere tra stabilire un legame più stretto o tornare ai principi di Maastricht accettando “procedure ordinate in caso di problemi finanziari degli Stati”.

E’ quanto sostiene il numero uno della Bundesbank, Jans Weidmann, in un’intervista al Corriere della Sera. Secondo Weidmann ci sono due vie: “Possiamo stabilire un legame ancora più stretto fra noi, per esempio con un bilancio comune Ma in questo caso dovremmo anche essere pronti a trasferire anche la sovranità a livello europeo. È una disponibilità che non vedo né in Germania, né in Italia”.

Oppure, prosegue, “un ritorno al principio di responsabilità di Maastricht, sia per gli investitori che per gli Stati. Ma funziona solo se in ultima istanza è possibile anche affrontare e superare l’insolvenza di uno Stato senza che questo porti al crollo del sistema finanziario. Per questo abbiamo bisogno di una più robusta separazione fra banche e Stati, e procedure ordinate in caso di problemi finanziari degli Stati”.

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Weidmann, secondo il quale gli stress test hanno mostrato che le banche europee “si sono rafforzate” risponde anche su Mps sottolineando che “È sempre da accogliere con favore il fatto che si prenda una strada per cui si punta a raccogliere nuove risorse dal settore privato, non dallo Stato. E la qualità del bilancio dovrebbe migliorare anche deconsolidando i crediti problematici”.

Ma ribadisce che la strada per la gestione delle crisi bancarie resta il bail-in. “In Europa ci siamo dati nuove regole per le crisi bancarie. In linea di principio gli azionisti e i creditori devono sopportare le perdite, quando una banca va risanata. E ha anche senso: gli investitori hanno ottenuto dei profitti e per farlo hanno accettato dei rischi. Tenerli al riparo dal risanamento di una banca significa privatizzare i profitti e socializzare le perdite”.

E sulla possibilità che imporre perdite ai creditori possa rappresentare un problema politico per Renzi, risponde: “Può essere. Ma dovremmo per questo derogare a regole piene di buon senso che ci siamo dati insieme? Il governo italiano può sostenere i singoli cittadini, se lo ritiene necessario. Anche se questi interventi vanno coperti finanziariamente in maniera solida”.

Fonte: Il Giornale

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