Di Giuseppe De Santis 

LONDRA – E’ un fatto abbastanza risaputo che i dipendenti dell’Unione Europea navighino nell’oro grazie agli stipendi da nababbo e i vari benefici di cui godono, ma sembra che questo a loro non basti.

Pochi giorni fa il quotidiano britannico Daily Telegraph ha rivelato che i 13mila dipendenti della UE hanno speso nel 2013 – è l’ultimo dato disponibile, si noti… – ben 103 milioni di euro con le carte di credito a loro concesse dalle varie istituzioni comunitarie e questi soldi sono stati spesi per vitto, alloggio e altre non specificate forme di intrattenimento. Queste, le “parole” usate per definire con vaghezza tali spese, come se una somma del genere fosse una mancetta che non necessita di ulteriori spiegazioni, quando invece si tratta di una colossale somma di denaro in contanti proveniente della tasse dei contribuenti della Ue.

Questa notizia e’ venuta fuori perche’ in questi giorni le varie istituzioni europee hanno fatto una gara d’appalto con una societa’ di carte di credito per la durata di sei anni e quindi alcuni dettagli di tale spesa sono inevitabilmente divenuti di pubblico dominio anche se, come è evidente, questa importante voce di spesa del bilancio dell’Unione europea e’ tutt’altro che trasparente.

Ad ogni modo, è bene sapere che ogni singolo dipendente della UE quando e’ in missione ha diritto fino a 100 euro al giorno di rimborso per pranzi e altre spese e questi “signori” (con i soldi degli altri) possono anche ottenere un rimborso per spese di intrattenimento, come serate danzanti, concerti, ingressi a musei piuttosto che a cinema e teatri, se per loro tali spese sono “ritenute necessarie”.

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A ricevere queste carte di credito sono stati, tra gli altri, 143 funzionari Ue con sede in Gran Bretagna, 362 funzionari Ue in Germania e 79 in Francia. La maggioranza di essi pero’ e’ in Belgio, cosa che lascia intendere che genere di “missioni” questi furbi mettano sul conto della Ue.

Questa notizia, comunque, ha destato scalpore in Gran Bretagna visto che nel Regno Unito i ministeri per legge devono mettere su internet ogni spesa fatta con le carte di credito e giustamente vogliono che anche l’Unione Europea faccia lo stesso visto che al momento come vengano usate queste carte e’ un mistero.

Sarebbe opportuno che una legge simile venisse approvata anche in Italia ma ovviamente questo non accadra’ mai visto che nessuno ha interesse a combattere gli sprechi e la corruzione.

Tuttavia, il vero scandalo è che la stampa e più in generale d’informazione italiana se ne guarda bene dal dare questo genere di notizie all’opinione pubblica, nel timore che si accentui ancor di più l’odio già molto esteso verso questa istituzione dittatoriale, costosissima, ingorda di soldi e pericolosa per tutti i cittadini.

da ilnord

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