“Saranno i cittadini e la storia a giudicarci” Movimento 5 Stelle e alleati euroscettici non si rassegnano all’estromissione dai ruoli chiave e promettono: “Alzeremo di più la voce perché venga sentita”. Elmer (Ukip): “Atteggiamento pericoloso”

Senza vicepresidenza dell’Aula, senza presidenza né vicepresidenze delle Commissioni, ma sicuramente non senza voce. Dopo l’estromissione da tutte le cariche del Parlamento europeo, messa in atto dal blocco formato da popolari, socialisti e liberali, il Movimento 5 Stelle e gli altri componenti del gruppo degli euroscettici promettono battaglia. “Ci batteremo per quello che ci spetta e la nostra voce non sarà messa a tacere con questi mezzucci politici”, assicura da Strasburgo il co-presidente di Efdd, David Borrelli. Anzi: “Il nostro ruolo è alzare sempre di più la voce perché venga sentita”.

Con l’esclusione dei grillini da ogni carica si è “firmata la condanna a morte della democrazia”, dichiara Borrelli, secondo cui “se una voce contraria non viene ascoltata ma esclusa vuole dire che fa troppa paura e piuttosto che evitare il problema si cerca di evitarlo”. Ma il M5S non ci sta: “Noi rappresentiamo più del 20% dei cittadini italiani che hanno scelto di mandarci qui per fare sentire la loro voce. Una voce che è stata zittita con una forma di imperio che non ha precedenti”.

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A dare manforte ai grillini in questa battaglia, gli indipendentisti dell’Ukip, che comunque avevano già deciso di rinunciare a tutte le cariche di un Parlamento in cui non credono, per cederle agli altri partiti del gruppo, M5S in testa. “Questo non è un atteggiamento democratico ed è anche pericoloso”, mette in guardia il capogruppo Ukip, Roger Helmer: “Se i cittadini sanno che nelle istituzioni non c’è spazio per l’opposizione, non sapranno più come esprimere il dissenso”, avvisa. “Tutti i milioni di elettori che hanno votato per partiti che hanno una posizione critica sull’Ue – sottolinea – sono stati ignorati”. Il meccanismo, accusa Helmer, non è scattato solo per Efdd ma anche “contro i Verdi e Ecr, che ha perso una vicepresidenza importante”: si tratta dunque di “un movimento non contro Efdd ma contro tutti i gruppi politici minori”. Di fronte a questo , promette, “ci appelleremo all’opinione pubblica e continueremo a parlare ad alta voce: abbiamo perso il vantaggio competitivo di avere vicepresidenze ma abbiamo diritto di voto e lo utilizzeremo”, poi “saranno i cittadini e la storia a giudicarci”.

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