Le Pa devono 65 mld di euro ai fornitori. Lo rileva la Cgia secondo la quale “il dato è sottodimensionato dall’ultima stima della Banca d’Italia secondo cui i mancati pagamenti della Pa ammontano a 65 mld: 34 a causa dei ritardi di pagamento e gli altri 31 sono di natura fisiologica.

Ovvero legati ai tempi di pagamento contrattuali che, secondo la Direttiva europea del 2013, non possono superare i 30-60 giorni dall’emissione della fattura”.

Ma il problema per la Cgia sta proprio in questo punto. “Secondo Intrum Justitia, che monitora annualmente i ritardi di pagamento delle Pa europee, l’Italia rimane fanalino di coda nella graduatoria in Ue -spiega la Cgia- con un tempo medio di pagamento registrato quest’anno di 131 giorni. Un arco temporale più che doppio rispetto al limite fissato da Bruxelles.

In altre parole, a differenza di quanto rileva la Banca d’Italia, pensiamo che anche una buona parte di questi 31 mld siano per la cattiva abitudine della nostra Pa di pagare con grave ritardo i propri fornitori”.

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