Il Milan è stato ceduto da Silvio Berlusconi ai cinesi. E la maggioranza dei commentatori ha scritto o detto che con questa dolorosa operazione si è chiusa un’ epoca. Non è vero. L’ epoca si chiusa da un pezzo. L’ Italia da vari anni è diventata un supermercato: chi lo frequenta può comprare tutto. Basta che paghi. In poco tempo ci siamo privati di vari gioielli: la Pirelli, il porto di Venezia, numerose case di moda eccellenti. Tra poco molleremo anche l’Ilvaridotta a rottame dal sistema giudiziario, e pensare che era la seconda acciaieria del Vecchio Continente. La famiglia Riva è stata massacrata e il nostro Paese pure.

I francesi ci hanno spogliato di aziende importanti, ma non ci hanno occupato. I cinesi, gentili e astuti, vengono qui con le tasche piene di contanti (che non si denunciano) e fanno affari con chiunque non resista alle lusinghe del dio soldo. Non solo. Dopo aver acquistato le nostre migliori imprese, piantano le tende sul territorio e non se ne vanno più. Cosicchè tra non so quanto, ma non molto, gli imprenditori più potenti in Italia avranno gli occhi a mandorla. L’ euro e la Ue ci hanno indeboliti al punto che non abbiamo più la forza di intraprendere, ma siamo desiderosi di mangiar fuori ciò che abbiamo pur di fare cassa. Intanto rimaniamo attaccati a un Pil sempre più sottile e fragile.

Oltre 20 anni orsono mi accorsi che i cinesi ci avrebbero sopraffatti. Il mio amicoGiorgio Forattini, insigne vignettista satirico, un giorno mi telefonò e mi disse: puoi dare una mano a una ragazza di Pechinoiscritta all’ Universitá di Bologna e in bolletta? Gli risposi che gliel’ avrei data volentieri se avessi saputo cosa farle fare. Giorgio replicò: è brava e sveglia. Per non deluderlo ricevetti la fanciulla che aveva il cognome più breve del mondo: «I». Quando la vidi constatai che era bella, elegante e spigliata. La interrogai e lei mi assicurò di essere in grado di scrivere. Dubbioso, la misi alla prova: le chiesi di vergare un pezzo per raccontare come funzionassero le scuole elementari a Pechino. Non fece una piega. Si rinchiuse nella stanza dei collaboratori e dopo un’ oretta si presentò nel mio ufficio consegnando tre fogli dattiloscritti. Incuriosito, lessi. La sua era una prosa impeccabile. Pubblicai l’ articolo, e in seguito ne promossi altri. Fui folgorato. E pensai: se tutti i cinesi sono come questa donna siamo fritti. Ci sbraneranno.

loading...

Così è stato. Essi hanno cominciato a conquistare Prato e ora te li trovi attivi e frenetici in ogni città. Sono scatenati. Non li ferma più nessuno. Si sono accaparrati perfino il Milan, la squadra mito che ha collezionato più trofei internazionali di qualsiasi altra équipe, e che da un lustro non combina nulla di eccezionale. L’ Inter ha venduto le quote di maggioranza a una società asiatica.Come mai i cinesi sono tanto interessati allo sport più amato dagli italiani, l’ unico elemento autentico di unità della loro patria? I signori dalla pelle gialla sono scaltri e dotati di sguardo lungo.

Hanno intuito che non basta portare via a un popolo i suoi beni, ma per sottometterlo è necessario rubargli anche l’ anima, un pezzo della quale, nel nostro caso, è costituito dal pallone, attraverso il quale gli italiani esprimono il proprio attaccamento al comune e ai campanili. Se poi consideriamo che i cinesi sono lavoratori indefessi, colti e ricchi di volontà non è difficile immaginare che – a differenza degli islamici – non faranno fatica ad integrarsi. Infatti non sono neppure religiosi, mirano al sodo, praticano il prammatismo. Noi invece siamo decadenti e non guardiamo oltre il nostro naso.

E veniamo a Berlusconi. Gli riconosciamo di aver costruito tanto e di averlo distrutto non solo ma anche per colpa sua. Restano un gran rimpianto e una grande delusione. Lui sarà amareggiato perché non si è confermato un superuomo. Noi siamo amareggiati per aver creduto, sbagliando, che lo fosse. L’ euro e la Ue moriranno presto, noi speriamo di sopravvivere, magari tornando allo statu quo, a quando i dazi regolavano i mercati e la globalizzazione non sapevamo che roba fosse.

Ha ragione Giulio Tremonti benché qualcuno non lo abbia mai preso sul serio. P.s: la signora I oggi è caporedattore della più autorevole tv di Hong Kong, è sposata e ha due bambini.

Fonte: Qui

loading...