Ci sono voluti un po’ di anni, e tanti euro scuciti in tasse e sacrifici dalle tasche degli italiani, ma alla fine il senatore a vita Mario Monti è tornato su più miti consigli.

Anzi di mite c’è ormai poco e niente nella nuova posizione dell’ex presidente del Consiglio che al Forum Ambrosetti di Cernobbio ha perso letteralmente la pazienza.

A fargli saltare la mosca al naso sono stati tre interventi che lo hanno preceduto, il lettone Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea,Frans Timmermans, primo vicepresidente, e Jeroen Dijsselbloem, capo dell’Eurogruppo.

Il discorso dei tre eurocrati, come riassume il Messaggero, è stata più o meno che l’Italia chiede a Bruxelles maggiore flessibilità nel rispetto dei vincoli di bilancio, ma ha già ottenuto il massimo che si possa concedere.

Arrivato il suo turno, Monti non le ha mandate a dire: “Voi venite qui a dare giudizi e a ripetere che l’Italia non va bene, quando siete i primi a non far funzionare le cose in Europa. Così com’è questa Unione è sbagliata”.

Le staffilate del professore bocconiano non si sono fermate: “È inutile imporre regole come il fiscal compact, se nessuno riesce a rispettarle. E dunque è venuto il momento di mettere mano a quelle regole, adatte al tempo in cui vennero approvate ma evidentemente non più funzionali”.

La sfuriata non rimarrà a Cernobbio. Monti infatti ha ricevuto un incarico proprio da Bruxelles proprio per riformare l’Unione europea dal suo interno, dalle regole fiscali alle norme comuni per tutti i cittadini.

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