I media americani allontanano sempre più i fatti dal giornalismo per portarli verso la propaganda quando si tratta di riferire i rapporti tra la Russia e gli Stati Uniti e la situazione in Russia, scrive il ricercatore del Centro per gli interessi nazionali di Washington Rachel Bauman in un articolo per la rivista “The National Interest”.

Secondo la Bauman, i media dovrebbero riflettere sul fatto che relativamente alla Russia non vedono ciò che c’è effettivamente, ma quello che vogliono vedere.

Come esempio l’analista riporta un articolo sul sito della CNN, in cui si critica il candidato repubblicano Donald Trump alla Casa Bianca. In effetti il tycoon ha sollevato un polverone con le sue dichiarazioni sulla possibile revoca delle sanzioni contro la Russia e con i suoi giudizi positivi sul presidente russo Vladimir Putin, indica la Bauman. L’autore dell’articolo sulla CNN riporta il parere di molti critici di Trump a sostegno della sua posizione, in particolare, l’ex vice assistente del segretario alla Difesa Evelyn Farkas e l’analista del consiglio americano di politica estera Stephen Blank.

Allo stesso tempo la giornalista della CNN “non ha riportato l’opinione di un solo esperto tra quelli che avrebbero potuto avere un punto di vista diverso.” Pertanto la CNN non ha garantito diversi punti di vista sulla questione, né un contesto politico più ampio, osserva Rachel Bauman.

Ma il più “sorprendente esempio di manipolazione dei fatti”, secondo l’analista del “The National Interest”, è un articolo del “New York Times” su Paul Manafort, direttore della campagna elettorale di Trump, schierato “dalla parte sbagliata della politica russa e ucraina.” Secondo la Bauman, i giornalisti del “New York Times” hanno trascurato i “numerosi tentativi” di Manafort per strappare l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych dall’orbita di Mosca e portarlo dalla parte di Washington.

“Questi esempi dimostrano il trend dei media occidentali: offrire al pubblico una copertura sensazionale e inaffidabile sulla Russia, che contribuisce a mettere in cattiva luce il Paese”, — ritiene Rachel Bauman.

Secondo l’analista, i media si scostano dalla narrazione dei fatti e “si trasformano in tifosi.” L’ultima volta che è stata vista questa tendenza era in corso la guerra in Iraq. Le conseguenze potrebbero essere disastrose.

Fonte: Sputnik

loading...