2 milioni di firme contro l’aborto e simili pratiche? Come se nulla fosse! Basta la firma di un singolo, Barroso, per evitare che la questioni arrivi al Parlamento europeo

L’ex “Commissione Barroso”  ha posto il veto alla iniziativa di “One of Us Citizens” volta a fermare il finanziamento a ricerche sugli embrioni umani, nonostante la petizione abbia raccolto 2 milioni di firme.

La petizione a favore della vita è stata la petizione con più firme della storia delle istituzioni europee. Chiede che Bruxelles non continui a finanziare pratiche che implicano la distruzione della vita umana prima della nascita.  L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE; ECI in inglese), è un meccanismo partecipativo democratico ideato dal Trattato di Lisbona ed attraverso il quale milioni di cittadini europei possono prendere l’iniziativa per l’introduzione di una proposta di legge presso le istituzioni europee.

Gregor Puppinck ha manifestato a LifeNews il proprio disappunto per la decisione: “il Comitato UNO DI NOI esprime il proprio profondo disappunto per la sordità della Commissione che oggi ha preso una decisione contraria ai principi etici e democratici”.

Puppinck ha quindi aggiunto: “Mentre ogni iniziativa è controllata dalla Commissione prima di essere resa disponibile per la firma, la Commissione Barroso afferma di avere un diritto di veto ‘a valle’ cioè contro iniziative che hanno già avuto successo  nell’ottenere il sostegno popolare richiesto. Un siffatto diritto di veto è illegittimo ed anti-democratico dato che, politicamente, è la legislatura europea che può esprimere un giudizio sul contenuto dell’iniziativa e non la Commissione, altrimenti il meccanismo dell’ECI non avrebbe alcun senso. È un veto ingiustificato, che non prende nemmeno in considerazione lo scopo della richiesta. La risposta della Commissione è ipocrita e sprezzante in quanto finge di non aver compreso lo scopo della richiesta e si compiace per trenta pagine della propria politica. La Commissione vuole proseguire nel finanziare sia delle pratiche biotecnologiche datate e non etiche che l’aborto nei Paesi in via di sviluppo, anche in quelli dove è proibito in quanto reato”.

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Un veto ingiustificabile che ignora deliberatamente la procedura democratica: la Commissione, invece di prender atto del successo dell’iniziativa e di trasmetterla al Parlamento Europeo ed al Consiglio d’Europa, ha abusato del proprio potere di controllo formale per esprimere una valutazione di opportunità politica e per bloccare la procedura. La Commissione sta quindi cercando di arrogarsi un privilegio nel prendere iniziative, essendo l’unico istituto capace di dare inizio ad una procedura legale fin rispetto al meccanismo dell’ICE.  La Commissione ha quindi trasformato il meccanismo in una farsa, in una parodia, mentre al contrario i deputati volevano fosse un vero strumento di partecipazione democratica. La Commissione palesa, in questo modo, la totale assenza di una cultura democratica.

Per il Comitato dei Cittadini “UNO DI NOI”, la procedura è lungi dall’essere saltata: da una parte ci si può appellare alla decisione della commissione rivolgendosi alla Corte di Giustizia del Lussemburgo – la quale riconosce il rispetto della vita umana fin dal concepimento –, dall’altra, il nuovo Parlamento ascolterà la nuova Commissione che avrà la possibilità di riportare al centro del dibattito il rispetto per l’iniziativa dei cittadini e chiedere alle istituzioni europee di essere più etiche e più democratiche.

Steven Ertelt, Washington, DC

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla

Fonte >  Lifenews

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