Lo l’Isis sta “chiaramente” sfruttando le voluminose fughe di documenti di EdwardSnowden, ex dipendente dell’Nsa, per reperire informazioni adeguate per eludere l’intelligence statunitente.

Questo è, in sintesi, il pensiero dei funzionari della sicurezza nazionale americana.

Le dichiarazioni, rilasciate al Washington Times, mostrerebbero come l’Isis abbia effettivamente messo in atto una campagnia di intelligence tecnologica molto pericolosa. Ad affermarlo è Chris Inglis, ex vicedirettore dell’Nsa, secondo il quale “i membri dello Stato islamico sono in questo modo più difficili da trovare perché sanno come evitare il rilevamento della loro posizione“. La diffusione di documenti top-secret, spiega Inglis, è stato un bene per l’Isis, perché ha evidenziato delle falle nel sistema in cui operano con la loro propaganda: i canali internet. Secondo l’ex dirigente della sicurezza nazionale Snowden “ha rivelato cose che portano ben oltre i semplicy problemi di privacy“, ha infatti fatto notare come i servizi segreti americani operano per tenere sotto controllo gli avversari, e tra questi c’è chiaramente anche l’Isis.

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Michael Hayden, un ex militare dell’Air Force americana con una propria rubrica sul Times, ha spiegato che “le pratiche e i modelli di comunicazione dei gruppi terroristiciin seguito delle rivelazioni Snowden sono cambiate e hanno influenzato la nostra capacità di riuscire a tracciare ed a monitorare questi gruppi“. Matthew Olsen, capo del Centro Nazionale Antiterrorismo statunitense, si trova d’accordo con la valutazione di Hayden: “In seguito alla divulgazione dei documenti rubati alla sicurezza nazionale, i terroristi stanno cambiando il modo in cui comunicano al fine di evitare la sorveglianza. Si stanno muovendo per piattaforme di comunicazione più sicure, utilizzando la crittografia ed evitando quasi del tutto le comunicazioni elettroniche.Questo è un problema – sostiene Olsen – perché abbiamo più difficoltà ad intercettarli e identificarli“.

Fonte: ilgiornale.it

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