Secondo Eurostat sarebbero 17,4 milioni gli italiani a rischio povertà. Le assunzioni invece sono diminuite dell’8,5%

I dati che stanno arrivando relativi all’economia italiana sono spaventosi, considerando che siamo quasi alla fine del 2016; un anno in cui svariate volte Matteo Renzi aveva detto che ci sarebbe stata una ripresa, mai vista però fino ad ora.
Eurostat infatti analizza come vi sia stato un incremento di 2,4 milioni di unità, rispetto a quando è iniziata la crisi economica nel 2008, per quanto concerne gli italiani a rischio di povertà, ora stimati in 17,4 milioni che rappresentano quasi un terzo della popolazione. L’aumento del 3,2% in questi anni ci mette al quarto posto in Europa (dopo Grecia, Cipro e Spagna) e al primo posto in valore assoluto.

Se da un lato i poveri aumentano, dall’altro le assunzioni frenano. Esse sono difatti diminuite, da gennaio ad agosto 2016, dell’8,5% con un calo di 351000 unità. Quelle a tempo indeterminato sono calate del 32,9%, ossia 395000 posti di lavoro stabili in meno. Inoltre, l’impennata dello spread tra Btp e Bonos, unito al passivo sempre più enorme per l’Italia all’interno del sistema di pagamenti dell’Eurozona (Target 2), evidenzia il fatto che sia in atto una vera e propria fuga all’estero di capitali italiani.

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