Hanno salutato il giorno della scoperta delle Americhe affiggendo al balcone della “casa comunale” una bandiera indigena (foto sotto da Twitter), “in segno di rispetto con il genocidio degli indiani ad opera dei conquistatori”.

Un giorno dopo hanno dato il via libera a una delibera con la quale costringeranno le banche, “responsabili della crisi”, a rimpolpare le casse pubbliche. Come? Costringendole a pagare una sorta di “occupazione di suolo pubblico” per ogni sportello bancomat che “affaccia” sulle strade di Madrid.

LA PICCOLA RIVOLUZIONE – A portare avanti quella che è stata definita la “piccola rivoluzione” è il movimento di Ahora Madrid, costola capitolina di Podemos, alla cui guida c’è la sindaca Manuela Carmena Castrillo (foto sotto, Ansa), ex magistrato con alle spalle una storia nella difesa dei diritti dei lavoratori, da lei definiti “l’anello debole del mondo capitalista”.

Un anno fa in campagna elettorale, la candidata cresciuta all’interno del partito comunista spagnolo, strenua sostenitrice della libertà dei prigionieri politici dell’Eta, nota come “la visionaria”, aveva promesso che “con me al governo, la crisi, l’avrebbero pagata le banche”.

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LA DELIBERA “ANTI-BANCHE”- Da qui il piccolo attacco, “simbolico”, contro gli istituti di credito. Un attacco che porterà una modesta cifra nelle casse comunali, circa 725 mila euro l’anno, ma che ha un alto valore simbolico.

Come racconta El Paìs, il Consiglio – in accordo con la Giunta – ha introdotto una tassa comunale che, dal 1° gennaio 2017, obbligherà le banche a pagare una tassa per ogni sportello automatico “affacciato” sulle strade della città. E tutti i soldi che finiranno nelle casse pubbliche saranno utilizzati per progetti “sociali”.

LA TASSA – Secondo le stime, a Madrid ci sono 2.084 bancomat che saranno assoggettati alla nuova imposta: per ogni sportello la filiale dovrà versare una cifra media di 742 euro l’anno. E a poco sono valse le proteste dei consiglieri del Partito popolare che hanno sottolineato come, questa tassa, “potrebbe portare le banche a diminuire il numero di Atm presenti in città, con gravi conseguenze sulla qualità del servizio ai cittadini”.

Fonte: Qui

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