Si inverte la tendenza per il mercato dell’auto: a maggio le immatricolazioni, 131.602 unita’, hanno fatto registrare un calo del 3,83% rispetto a maggio 2013.
Secondo i dati della Motorizzazione Civile, va giu’ anche l’usato (-9,99%). A maggio 2013 – si legge nella nota del Ministero dei Trasporti – furono immatricolate 136.850 autovetture. Nel mese di aprile 2014 ne sono state invece immatricolate 119.548, con una variazione di +2,32% rispetto ad aprile 2013, quando ne furono immatricolate 116.838. I trasferimenti di proprieta’ di auto usate sono stati 349.883 contro i 388.727 di maggio 2013. Nel mese di aprile 2014 sono stati invece registrati 357.966 trasferimenti di proprieta’ di auto usate, con una variazione di +5,12% rispetto ad aprile 2013, durante il quale ne furono registrati 340.515. Nel mese di maggio 2014 il volume globale delle vendite (481.485 autovetture) ha dunque interessato per il 27,33% auto nuove e per il 72,67% auto usate.

AUTO: FEDERAUTO, CRISI PROFONDA, NON C’E’ NESSUNA RIPRESA

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“La cautela con cui abbiamo commentato i modesti rimbalzi positivi dei primi mesi del 2014 trova purtroppo conferma nel dato negativo di maggio che, a nostro avviso, non va letto come un segnale di rallentamento ma come espressione di un mercato in sostanziale stagnazione, nonostante la spinta del noleggio e dei kilometri zero. Quindi, nessuna ripresa o, che dir si voglia, ripresina”.
Questo il commento a caldo del presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi sui dati sulle immatricolazioni. Federauto evidenzia che “la situazione del mercato auto e’ dolorosamente coerente con la situazione economica del Paese, certificata dai dati ufficiali sulla flessione del Pil nel primo trimestre dell’anno, dal generalizzato calo dei consumi di tutti i beni, dal consolidamento della crescita dei disoccupati – record negativo dal 1977 – a cui si aggiungono gli effetti perversi della leva fiscale. Questo spiegherebbe perche’ gli acquisti di autovetture da parte delle famiglie si mantengono su livelli storicamente minimali e perche’ quelli delle aziende non si esprimono a livelli comparabili con gli altri paesi europei”.
Conclude Pavan Bernacchi: “Dopo essere stati vittime di una autentica aggressione fiscale da parte dei precedenti Governi, ci chiediamo se quello attualmente in carica avra’ la volonta’ di restituire all’automotive parte delle risorse drenate in questi anni, dando al settore una opportunita’ di crescita vera e, nello stesso tempo, di sviluppo per il Paese”. (AGI) .

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