Prometto che per un po’ non tornerò sull’argomento M5s e, soprattutto, che riprenderò a parlare di politica internazionale e di crisi, aspetti che ho troppo trascurato negli ultimi tempi. Però c’è una notizia che mi obbliga a parlarne ancora e con qualche considerazione più generale. Ho letto che il sito di Maurizio Crozza è stato invaso di commenti molto pesanti per una sua imitazione di Beppe Grillo ed, alla sua pacatissima reazione, le cose sono peggiorate con l’accusa di venduto, ignorante, ottuso, persino leccaculo (di chi? Di Renzi che sbertuccia ogni volta che può?). Cari amici del M5s, mi sapete al vostro fianco, ma mi tocca dirlo: siete andati di testa? Intanto, qui riaffermo la mia ammirazione e simpatia per Crozza, ma vengo a qualche considerazione di merito.

Il pezzo era moderatissimo, certo molto più blando di quelli che il comico genovese (anche lui) dedica a Renzi, per non dire Berlusconi o Gasparri trattato sempre come un minus habens. Posso capire che possa non essere piaciuto, che possa aver fatto ridere qualcuno ed altri no, ma, non mi pare il caso di reagire come talebani di fronte ad una battuta irriguardosa sul Profeta!

Si è trattato di una risposta così spropositata e controproducente quasi mi viene da pensare che i post siano opera di gente interessata a screditare il M5s, presentandolo come una setta di fanatici fondamentalisti. Insomma, vogliamo dire che l’unica satira che va bene ed è autorizzata è quella contro gli avversari, mentre quella contro “i nostri” è inammissibile? Il tutto, poi, detto da un movimento ispirato da un leader che per tutta la sua vita ha fatto satira e certamente non della più tenera!

So che i grillini, in stragrande maggioranza, non sono dei fanatici ed attribuisco questi sciagurati post al momento di malumore seguito al deludente risultato elettorale. Capita. Non è il caso di stare a farla troppo lunga, però vedo che la (relativa, molto relativa) batosta elettorale sta producendo troppe reazioni negative. Penso al modo con cui si sta discutendo nei gruppi parlamentari, alle accuse allo staff della Camera, all’eccessivo avvilimento per un risultato che, se è molto distante dalle aspettative, è in se tutt’altro che disprezzabile con 17 eurodeputati (ed io non conosco partiti che alla prima occasione ne hanno presi tanti) ed un risultato ancora a due cifre e con il 2 davanti. Non voglio minimizzare e non l’ho certamente fatto nel commento di lunedì scorso, ma di qui al cupio dissolvi mi pare che ne corra.

Fra le reazioni sbagliate (ed un po’ puerili) una mi ha anche riguardato: nel pezzo sulle “dimissioni” di Grillo, avevo scritto (come si può verificare) che il M5s ha perso “circa tre milioni di voti”, poi il sito di Grillo ha ripreso integralmente il mio pezzo (e ringrazio per l’attenzione), ma cambiando solo un piccolo passaggio per cui i 3 milioni di voti sono diventati 1 milione. Il ragionamento che sta alla base è che l’astensionismo è cresciuto del 17%, depurando il quale, si ottiene che la perdita è di un milione.  A me sembra un ragionamento un tantinello forzato, perché se è vero che le perdite verso altri partiti (essenzialmente Pd, Lega e Lista Tsipras) sono di circa 1 milione di voti, però è vero che ce ne sono altri due andati all’astensione.

Ovviamente se un elettore si astiene non è come se avesse votato un altro partito, perché la sua astensione può essere dipesa (come probabilmente è stato) dal minore interesse per la consultazione, più che da una disaffezione per il suo partito. E questo nel pezzo lo spiegavo, però –e rassicuro tutti i lettori- per me 8 meno 5 continua a fare 3. Che poi abbiano voluto estendere il loro parere a me “correggendo” il mio pezzo, mi pare una cosa così stravagante e “poco furba” (diciamo così) che non riesco neanche ad incazzarmici, ma la prendo a ridere, anche perché poi la gente vede il mio pezzo, confronta e si accorge della manipolazione.

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Meno ilarità mi ispira la questione del gruppo parlamentare europeo. Sgombriamo il campo da alcuni elementi che falsano il dibattito: d’accordo Farage non è fascista (peraltro, dopo la seconda guerra mondiale è molto difficile che un inglese lo sia e se Farage lo fosse non prenderebbe il 31%), probabilmente non è neppure lo xenofobo, misogino ed omofobo che altri dipingono. Ma è anche vero che non è che abbia fatto molto per correggere questa immagine e che comunque i suoi atti politici vanno nel senso di una chiusura delle frontiere britanniche agli stranieri con il classico argomento della difesa del lavoro per i propri cittadini. Lo stessissimo argomento che un secolo era usato contro gli italiani che andavano negli Usa. So anche che è proprio Farage ad avere espulso Borghezio da gruppo (ma è anche vero che prima se lo erano preso).

Posso anche apprezzare che l’Ukip si sia schierato contro interventi militari occidentali in Medio Oriente che, invece, troppi Verdi hanno approvato (a proposito: sono in difetto di un’autocritica a proposito della Libia, che farò prossimamente).

Con molta buona volontà, posso anche capire che i problemi di natura energetica che dividono il M5s dall’Ukip si discutono prevalentemente in sede nazionale più che a Strasburgo (ma solo fino ad un certo punto). Posso anche prendere atto del fatto che il M5s, comunque, si garantisce libertà di voto ogni qual volta lo ritenga. A tutto concedere, posso anche dare atto che non tutti quelli che si stracciano le vesti per questa intesa lo facciano per nobili motivi e che qualcuno sia un po’ strumentale. Va bene, concediamo tutto ad abbundantiam,  PERO’ (e spero che il grassetto si veda) resta vero:

1. che il M5s ha una caratterizzazione diversa su troppe cose come la tematica ambientale ed i diritti civili

2. che il M5s si dichiara “Nè di sinistra né di destra (cosa che, peraltro, mi convince poco in sè) ma l’Ukip è schiettamente ed inconfondibilmente di destra, essendo una scissione dei settori più oltranzisti del partito Conservatore ed esprime una cultura dichiaratamente reazionaria (insomma Farage sarà sfortunato, ma molte dichiarazioni dei suoi sulle donne sono roba da chiodi!)

3. che il M5s ne ricaverebbe un danno di immagine irreparabile, magari anche per effetto delle campagne strumentali, comunque il danno resterebbe.

4. che il M5s e Grillo in prima persona, hanno condotto battaglie contro il capitale finanziario (dal caso Telecom, al caso Mps, alla questione Bankitalia) mentre l’Ukip è ultra liberista e Farage non ha esattamente un passato di battaglie contro le banche.

E vediamo all’argomento forte: in comune con l’Ukip il M5s ha la battaglia sulla Ue e le sue regole demenziali. Verissimo e, per quel che mi riguarda, confermo la mia piena ostilità verso la Ue, verso lo sciagurato patto di libera circolazione Usa-Ue, e sono sempre per il superamento dell’Euro ecc. Mi va benissimo che il M5s faccia queste battaglie, nel caso, anche con l’Ukip: nulla da ridire. Ma fare singole battaglie insieme non significa sposarsi, anche perché i motivi dell’opposizione alla Ue ed ai suoi corollari non sono gli stessi fra l’Ukip , che, appunto, è un partito neo liberista ed il M5s che non lo è.

Né mi tranquillizza sentir parlare di matrimonio “di interesse”. Beppe, da buon genovese, ha un senso molto concreto degli interessi, ma, dopo che il M5s ha parlato di diverso modo di fare politica, facendo la parte della verginella sulle alleanze nel Parlamento italiano, sentirlo parlare di “matrimonio di interesse”, fa un po’ l’effetto di una ragazza di buona famiglia, di sani e morigerati principi che, all’improvviso, si mette a ruttare, sbevazzare e dire parolacce. Ci sarebbe di che sorprendersi, vi pare?

Insomma, almeno proviamo a vedere se non c’è qualche altra alternativa che, beninteso, conservi al M5s tutte la sua libertà d’azione. Forse non riuscirà, ma, almeno proviamoci.

Aldo Giannuli

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