Il grande giornalista e scrittore inglese David Icke offre in questa intervista una chiave di lettura sugli scenari di guerra che si sono “apparentemente” e “improvvisamente” accesi in molte zone del Medio Oriente. Una chiave di lettura che lo staff di questo blog, ritiene di condividere appieno. Per chi non conoscesse David Icke, ricordiamo che quasi tutti i suoi libri sono tradotti in italiano e distribuiti dalla Macro Edizioni (http://www.macrolibrarsi.it)

Icke, originario delle Midlands inglesi, nacque in una famiglia operaia e trascorse la sua giovinezza in una casa popolare, in condizioni disagiate. Non concluse gli studi per giocare a calcio per il Coventry City F.C. e successivamente con il Hereford United, in cui ottenne il ruolo di portiere. Nel 1973, a 21 anni, fu costretto a ritirarsi dall’attività sportiva a causa dell’artrite e di alcuni infortuni che ne compromisero la carriera.

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Trovato lavoro in un giornale locale a Leicester divenne giornalista, per poi trasferirsi dapprima in una radio locale, poi in una rete televisiva regionale e infine in una nazionale. Chiamato alla BBC come telecronista calcistico, lavorò per diversi anni nella redazione sportiva dell’emittente. Lasciata la BBC, divenne attivista del Partito Verde Britannico, raggiungendo in breve la posizione di portavoce nazionale.

Attualmente egli vive a Ryde, nell’Isola di Wight, ha pubblicato numerosi libri riguardo alla teoria della cospirazione globale. Icke tiene spesso anche tournée in tutto il mondo in cui illustra le sue teorie ma anche gli aspetti più giornalistici di esse, discutendo dell’attuale situazione mondiale e dei suoi retroscena, dal disastro dell’11 settembre 2001 alla guerra in Iraq, dal conflitto israelo-palestinese alla crisi economico-petrolifera.

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