Il giornale tedesco Der Spiegel intervista Marine Le Pen, la leader del Front National francese, su una serie di temi a cominciare dalle sue intenzioni sull’Europa. Si può non essere d’accordo su tutto con la Le Pen, ma bisogna riconoscerle una preparazione e una compostezza d’argomentazione – nonostante un intervistatore piuttosto provocatore – a cui i nostri politici non ci hanno abituati.
SPIEGEL: Signora Le Pen, avendo vinto il 25 percento dei voti francesi il suo Front National si colloca tra i principali vincitori delle elezioni europee del 25 maggio. Com’è potuto succedere?

Le Pen: I francesi vogliono riprendere il controllo del proprio paese. Vogliono determinare il corso delle proprie politiche economiche e sull’immigrazione. Vogliono che le proprie leggi abbiano la precedenza rispetto a quelle dell’Unione Europea. I francesi hanno capito che l’UE non è all’altezza di quell’utopia che ci era stata venduta. Si è significativamente allontanata da una modalità di funzionamento democratica.

SPIEGEL: Tuttavia, prima delle elezioni, era stato detto che individuare dei candidati leader per i due gruppi principali – Jean-Claude Juncker per il centrodestra e Martin Schulz per il centrosinistra – avrebbe rafforzato la democrazia dell’UE.
Le Pen: E’ totalmente falso. Tutti sapevano che non sarebbe stato il Parlamento Europeo a prendere la decisione finale sul prossimo presidente della Commissione Europea.
SPIEGEL: Lei vuole distruggere l’Europa?
Le Pen: Io voglio distruggere l’UE, non l’Europa! Io credo in un’Europa di Stati-nazione. Io credo in Airbus e Ariane [gruppi europei multinazionali per l’aeronautica e la navigazione spaziale, ndt], credo in un’Europa fondata sulla cooperazione. Ma non voglio questa Unione Sovietica Europea.
SPIEGEL: L’UE è un grande progetto per la pace. Ha contribuito ad assicurare 70 anni senza guerre nel continente.
Le Pen: No. L’Europa è la guerra. Guerra economica. È l’aumento delle ostilità tra i paesi. I tedeschi vengono disprezzati come crudeli, i greci come truffatori, i francesi come pigri. La signora Merkel non può viaggiare in alcun paese europeo senza essere scortata da centinaia di agenti di polizia. Questa non è fratellanza.
SPIEGEL: Lei intende ora andare a Bruxelles solo per combattere il sistema.
Le Pen: E perché no? L’UE è profondamente dannosa, è un mostro anti-democratico. Voglio impedire che diventi ancora più grosso, che continui a respirare, che continui ad afferrare tutto tra le sue grinfie e che continui ad estendere i suoi tentacoli in tutte le aree della legislazione. Nella nostra storia gloriosa, milioni di persone sono morte per assicurare che il nostro paese rimanesse libero. Oggi stiamo semplicemente lasciando che il nostro diritto all’auto-determinazione ci venga rubato.
SPIEGEL: In realtà, però, lei non ha vinto le elezioni a causa dell’UE, ma a causa del fatto che i francesi sono furiosi per la situazione economica e sono contro il presidente François Hollande. Lo ha ringraziato?
Le Pen: No. Allora avrei dovuto ringraziare anche Nicolas Sarkozy. La Francia è in questa situazione perché l’Unione conservatrice per un Movimento Popolare (il partito di Sarkozy) e i Socialisti (il partito di Hollande) si sono sottomessi ai trattati europei. Questi trattati funzionano piuttosto bene nel favorire gli interessi tedeschi, e piuttosto male nel difendere gli interessi francesi.
SPIEGEL: Bisogna dare la colpa alla Germania per le sofferenze della Francia?
Le Pen: Ogni volta che sento qualcuno esprimere dei sentimenti anti-tedeschi dico: Non puoi prendertela con la Germania se questa difende i propri interessi. Io non posso dare la colpa alla signora Merkel se lei dice di volere un euro forte. Al contrario, dò la colpa ai nostri leader perché non stanno difendendo i nostri interessi. L’euro forte sta rovinando la nostra economia.
SPIEGEL: Perché dice che l’euro sta aiutando solo la Germania?
Le Pen: Per un motivo molto semplice: è stato creato dalla Germania, per la Germania.
SPIEGEL: Fu François Mitterand a volere l’euro per poter contenere la Germania. In realtà fu difficile per i tedeschi accettare di rinunciare al loro amato marco tedesco.
Le Pen: Questa è un’altra storia. Mitterand voleva spingere avanti l’integrazione attraverso l’euro. Ma da un punto di vista economico, l’euro è tedesco. Se dovessimo tornare alle nostre valute nazionali, il D-Mark sarebbe l’unico a rivalutarsi, il che sarebbe uno svantaggio competitivo per la Germania. La nostra valuta, al contrario, si svaluterebbe, e questo ci darebbe spazio per respirare.
SPIEGEL: In altre parole, i voti agli euro-scettici sono voti contro la Germania?
Le Pen: Non c’è dubbio che il modello che stiamo sostenendo sia meno favorevole alla Germania rispetto al modello attuale. La Germania è diventata il cuore economico dell’Europa perché i nostri leader sono deboli. Ma la Germania non dovrebbe mai dimenticare che la Francia è il cuore politico dell’Europa. Ciò che sta succedendo qui oggi prefigura ciò che accadrà nel resto dell’Europa nei prossimi anni: il grande ritorno allo Stato-nazione, che stanno tentando di annientare.
SPIEGEL: Vede Angela Merkel come un nemico?
Le Pen: Io ho rispetto per i leader che difendono gli interessi dei propri paesi. Le sue politiche sono favorevoli alla Germania, ma sfortunatamente sono dannose per tutti gli altri paesi. Il mio avvertimento è: Stia attenta signora Merkel. Se non vedete le sofferenze che sono state imposte al resto degli europei, alla fine i tedeschi si faranno odiare. La Merkel crede che sia possibile perseguire delle politiche, negli altri paesi, anche quando sono contrarie alla volontà del popolo. Non lo farebbe mai in Germania, dove i risultati delle elezioni vengono rispettati. Ma vuole imporre le sue politiche agli altri. Questo porterà ad una esplosione dell’Unione Europea.
SPIEGEL: Vuole veramente che la Francia lasci l’euro?
Le Pen: L’ho detto fin dalla campagna per le elezioni presidenziali. È una questione difficile e ho assunto un grosso rischio. So molto bene che la classe politica ha sparso il terrore nell’elettorato: Senza l’euro il sole smetterà di sorgere, i fiumi smetteranno di scorrere, entreremo nell’era glaciale…
SPIEGEL: La fine dell’euro condurrebbe sicuramente ad un disastro economico.
Le Pen: Non ci credo minimamente. Sarebbe invece un’incredibile opportunità. Se non ci lasceremo tutti quanti l’euro alle spalle, esso esploderà. Potrebbe essere per una rivolta del popolo che non vuole più farsi dissanguare. Oppure i tedeschi potrebbero dire: Stop, non pagheremo più per i poveri.
SPIEGEL: Ora lei andrà a Bruxelles portando con sé 24 rappresentanti …
Le Pen: … e siamo il quarto maggiore partito dopo i Cristiano-democratici tedeschi, il Partito Democratico italiano, e i Social-Democratici tedeschi.
SPIEGEL: Ma per costruire un gruppo parlamentare vi servono rappresentanti di almeno sette paesi diversi. Avete un accordo con il partito della destra populista olandese, Geert Wilders, il FPÖ austriaco, la Lega Nord italiana e il Vlaams Belang belga, ma non è abbastanza.
Le Pen: Sono ottimista sul fatto che riusciremo a costruire un gruppo parlamentare. Ho una serie di incontri in programma.
SPIEGEL: Il Partito Indipendentista del Regno Unito (UKIP), sebbene scettico sull’UE, ha rifiutato di cooperare con voi. Il leader Nigel Farage ha detto che il Front National è anti-semita.
Le Pen: E David Cameron dice che i membri dell’UKIP sono pazzi e razzisti. Penso sia una buona cosa che l’UKIP sia diventato così forte. Ma loro hanno già un gruppo parlamentare e ci vedono come la concorrenza, da qui queste accuse ingiuriose.
SPIEGEL: Lei vorrebbe lavorare assieme all’UKIP?
Le Pen: Potrebbe certamente essere una possibilità.
SPIEGEL: Voi e i vostri potenziali alleati siete tutti contro l’Unione Europea. Ma, a parte questo, che cosa avete in comune, per esempio, con qualcuno come Geert Wilders?
Le Pen: Ma questo è sufficiente!
SPIEGEL: Lui è favorevole ai diritti dei gay, mentre voi vi opponete ai matrimoni gay.
Le Pen: Perché dovrebbe importarmi di questo? Per me la lotta per la sovranità delle nazioni è sufficiente. Ciascuno dovrebbe avere la possibilità di scegliere secondo i propri valori e la propria storia, all’interno di una civiltà europea a cui noi tutti apparteniamo.
SPIEGEL: Lei ha escluso la possibilità di cooperare con gli estremisti di destra come il partito greco di Alba Dorata e il partito neo-nazista tedesco NPD. Invece cosa dice a riguardo del partito tedesco euro-scettico Alternative für Deutschland?
Le Pen: Loro per ora non sono interessati ad una tale cooperazione. Condividiamo certi punti di vista con AfD, ma non sono un partito del popolo. Sono piuttosto un partito elitista con una struttura diversa dalla nostra.
SPIEGEL: La Francia sta davvero soffrendo una sorta di depressione?
Le Pen: C’è qualcosa del genere. Eravamo uno dei paesi più ricchi del mondo, ma ora siamo sulla strada del sottosviluppo. Questa austerità che è stata imposta alla gente non funziona. Le persone non accetteranno di essere strozzate senza ribellarsi.
SPIEGEL: Tuttavia il debito sovrano francese è enorme.

Le Pen: Il debito sovrano francese continuerà ad essere enorme. Più austerità si impone, più la crescita ne soffre, tanto minore sarà il gettito fiscale e tanto più alto il deficit di bilancio. Inoltre il governo ha cercato di risparmiare tagliando spese utili anzichè spese dannose. I risparmi dovrebbero farsi su un sistema sociale troppo generoso che offre agli immigrati clandestini le stesse protezioni che offre ai propri cittadini, e sulle truffe al welfare, e sui contributi all’UE, che crescono di anno in anno.

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