La quarta banca bulgaara, Corporate commercial bank (CCB), verrà chiusa e i suoi asset andranno alla sua filiale Crédit Agricole Bulgaria, che sarà a sua volta nazionalizzata.

“La licenza della CCB sarà ritirata e sarà lanciata una procedura di insolvenza”, ha detto il governatore della Banca centrale (BNB) di Sofia, Ivan Iskrov. La soluzione è stata “accettata” dalla Commissione europea, ha riferito poi in parlamento il ministro delle Finanze Petra Tchobanov.

Gli attivi della CCb a fine maggio erano di 3,7 miliardi di euro, ovvero l’8,4% del settore bancario bulgaro. E un audit condotto sui portafogli dei crediti accordati da questo istituto ora in via di chiusura ha fatto rilevare l’assenza di dossier e dati relativi a 3,5 miliardi di leva (1,8 miliardi di euro) finiti a finanziare imprese nella comunicazionione, tabacco, petrolio e commercio. Tale cifra, non rendicontabile, costituisce il 65% di tutti i crediti elargiti dalla banca e “non è stato possibile stabilire la capacità di questi debitori a rimborsare i finanziamenti ricevuti”.

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Questo buco nero, probabilmente creato ad arte, chiamerebbe in causa debitori in un modo o nell’altro strettamente legali all’azionista maggioritario della banca, Tsvetan Vassilev.

Secondo gli analisti, i problemi che hanno condotto alla chiusura come unica soluzione derivano da un conflitto tra Vassiliev e Delyan Peevski, deputato e imprenditore nel settore dei media. Entrambi uomini molto influenti in Bulgaria. Negli ultimi giorni di giugno le notizie di una crisi bancaria e di una chiusura imminente della terza e quarta banca del Paese avevano spinto i correntisti a prelevare i propri risparmi. L’Ue ha a quel punto concesso una linea di credito di emergenza di 1,6 mld per le banche in eventuale difficoltà e questo aveva placato gli animi e disperso le code di risparmiatori davanti alle banche.

Oggi, il fallimento della quarta. Si teme anche per la terza, mentre la UE può tranquillamente dati per persi i soldi “prestati” alla Bulgaria, nazione a un passo dall’insolvenza.

www.ilnord.it

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