Volete lasciare l’Italia? Almeno scegliete bene il Paese in cui emigrare. In testa c’è il Qatar.

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CERVELLI IN FUGA
Da anni ormai in Italia si parla della perdita di capitale umano. In inglese si chiama “brain drain”, da noi “fuga dei cervelli”, e nel nostro paese è un fenomeno di entità significativa. (1) Il dibattito pubblico sul tema è centrato sulle conseguenze per il “sistema Italia”: per lo più, la fuga dei cervelli è vista come un fenomeno negativo, anche se alcuni sostengono che ciò non è necessariamente ovvio, giacché molti dei cervelli in fuga finiscono per rientrare portando con sé un patrimonio di esperienza acquisita all’estero. (2)
Il dibattito, seppur interessante, ha limitate conseguenze pratiche per i protagonisti dell’esodo – cioè i ragazzi. Se la Costa Concordia sta affondando, ai passeggeri poco importa di sapere se la nave potrà essere recuperata, quello che bisogna sapere è dove sono localizzate le scialuppe. Fuori di metafora, i ragazzi (almeno alcuni) necessitano di una scheda di istruzioni di emergenza per l’evacuazione. (3) In questo spirito, il nostro articolo non si rivolge alla politica né alle università, ma ai giovani (e anche ai meno giovani) che stanno considerando la possibilità di partire.
QUATTRO PARAMETRI DA CONSIDERARE
Partire sì – ma per dove? A chi si è fatto, magari a tempo perso, questa domanda, vogliamo qui offrire una possibile risposta in una forma provocatoria, ma speriamo divertente. Proponiamo una classifica delle destinazioni per l’emigrante, da noi elaborata.
La nostra classifica tiene conto di quattro parametri. Il primo è il Pil pro capite del paese di destinazione. Questo ci sembra pacifico: nessuno vuole emigrare in un paese povero. Il secondo parametro è il rapporto debito/Pil. Secondo noi è un parametro importante perché predice se il paese continuerà a essere ricco nel medio periodo. Paesi con alto debito pubblico saranno costretti – a meno di improbabili scatti di crescita – a tassare molto e quindi la crescita ne soffrirà (vedi, appunto, l’Italia negli ultimi vent’anni). Non sono quindi destinazioni desiderabili per un italiano.

Linkiesta.it

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