VIENNA – Mentre in Italia si voterà su una controversa riforma della Costituzione, che è la Carta di tutti gli italiani ed è grottesco sia “riformata” da una sola parte come accade nelle note repubblichette sudamericane, sempre domenica prossima, 4 dicembre, l’Alto Adige di lingua tedesca guardera’ piu’ alle elezioni presidenziali che si terranno nella vicina Austria che al referendum in Italia.

E’ in testa nei sondaggi un uomo, Norbert Hofer,  che vuole rimettere tutto in gioco: l’appartenenza del suo paese all’Unione Europea e, argomento ancor piu’ sensibile da queste parti, la divisione dell’Alto Adige, il Suedtirol per la popolazione di lingua tedesca, dal Tirolo.

Tra i partiti che auspicano il successo di Hofer  c’e’ il movimento popolare secessionista della Suedtiroler Freiheit fondato da Eva Klotz ed ora guidato dal suo delfino Sven Knoll.

Alle elezioni presidenziali austriche del 22 maggio scorso aveva vinto con uno scarto di appena 31mila preferenze Van der Bellen. Successivamente il voto venne annullato per irregolarita’ sul conteggio delle schede – che avevano falsato il risutato a favore del Van Der Bellen –  in alcune circoscrizioni e soprattutto in quelle per posta, dove i falsi furono clamorosi e tutti ai danni di Hofer.

A presentare formalmente ricorso era stato il leader dell’Fpoe Heinz Christian Strache. In un contesto dove Hofer ha gia’ annunciato che spingera’ per un referendum per far uscire l’Austria dall’Unione Europea, la Oexit, in caso l’Ue togliesse potere ai parlamenti nazionali, a tenere col fiato sospeso gli altoatesini sono le parole di Strache.

Quest’ultimo, che mai come questa volta aspira di diventare cancelliere a Vienna, durante la piu’ lunga ma anche accesa campagna elettorale austriaca di sempre, aveva affermato di voler “rimarginare la ferita attuale e concedere al Tirolo la possibilita’ di tornare unito”. Una frase convinta, non solamente uno slogan, che risveglia in una discreta fetta – c’è chi dice maggioritaria – di sudtirolesi anti-italiani la speranza di riabbracciarsi all’interno del Grande Tirolo unito.

Cio’ significherebbe che il Brennero non sarebbe piu’ un luogo storico di confine bensi’ di prosecuzione territoriale tra il Tirolo del nord, attualmente e’ quello con capoluogo Innsbruck, e quello del sud, l’attuale Alto Adige con capoluogo Bolzano.

Secondo il politologo altoatesino Guenther Pallaver, docente presso l’Universita’ di Innsbruck, in caso di vittoria di Hofer “a sud del Brennero non ci saranno particolari cambiamenti ma si ritornera’ a parlare con una pressante costanza sulla doppia cittadinanza dei sudtirolesi”. Quello della doppia cittadinanza, italiana ed austriaca, e’ da sempre uno degli obiettivi della Suedtiroler Freiheit.

Il nuovo presidente austriaco che si insedierà alla Hofburg verra’ deciso nella giornata di domenica, con i seggi aperti fino alle ore 17 e scrutinio immediato.

Sono 6.399.572 gli austriaci aventi diritto di recarsi alle urne. Elevato, il 32 % in piu’ rispetto alla consultazione di maggio, sara’ il voto per corrispondenza. Gli austriaci che voteranno all’estero saranno 56.539, ma comunque poca cosa rispetto i quasi 6,4 milioni di austriaci che voteranno in patria.

I sondaggi danno in vantaggio Norbert Hofer. Il 45enne stiriano, che tra i vari punti, vuole i controlli alle frontiere, e’ contro i matrimoni gay e propone un incontro tra Putin e Trump in Austria essendo territorio neutro, e’ dato tra il 49 ed il 52 %. Alexander Van der Bellen, 72 anni, viennese, che negli ultimi giorni ha ricevuto l’appoggio dell’ex presidente Heinz Fischer, contrario all’uscita dell’Austria dall’Ue, scettico sulla chiusura dei confini, di visioni diverse rispetto a Putin e Trump, oscilla tra il 48 ed il 51 % ma solo se il voto “estero” dovesse confermare le percentual, per altro false, ottenute lo scorso maggio. In caso contrario, non c’è partita: Hofer vincerebbe tra il 55 e il 58%.

Il nuovo presidente della Repubblica d’Austria verra’ proclamato tra lunedi’ e martedi’ a seguito dello spoglio dei voti per corrispondenza, ma nel caso di una netta affermazione in Austria, i 56mila voti esteri potrebbero non avere alcun peso.

Le presidenziali di domenica segneranno la fine di una campagna elettorale ma automaticamente anche l’inizio di una nuova. Nella primavera del 2017 l’Austria ritornera’ alle urne per le politiche. E in questo caso, il Fpoe di Strache non ha davvero contendenti: già oggi, è accreditato tra i 34% e il 45% con i socialdemocratici caduti al 10% e i popolari all’11%.

loading...