STATI UNITI – Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, visitera’ Indianapolis in Indiana nella giornata di domani, e annuncera’ pubblicamente di aver raggiunto un accordo con il produttore di sistemi di condizionamento dell’aria Carrier, che evitera’ la chiusura di uno stabilimento e il licenziamento di mille lavoratori in quella citta’.

L’azienda aveva avviato i preparativi per il licenziamento di 1.400 persone quasi un anno fa, quando negli Usa si stavano disputando le primarie dei Partiti democratico e repubblicano. Lo scorso febbraio un dirigente aziendale aveva informato i dipendenti dello stabilimento che avrebbero perso il loro impiego.

Donald Trump si era interessato da subito alla questione, citandola a modello della grave emorragia di lavoratori scontata dal settore manifatturiero Usa. “Ecco cosa accadra’”, aveva detto il Repubblicano a Indianapolis lo scorso aprile, quando la sua vittoria alle elezioni presidenziali ancora appariva impossibile. “Ricevero’ una chiamata alla Casa Bianca dal capo di Carrier, che mi dira’: ‘Signor presidente, abbiamo deciso di rimanere negli Stati Uniti”. Andra’ cosi’ al 100 per cento”.

E in effeti, è quanto è accaduto, alla faccia dei “democratici” che dovevano “difendere” gli interessi delle classi lavoratrici e invece hanno rappresentato gli interessi dei banchieri di Wall Street.

Non e’ usuale, sottolinea oggi la stampa Usa, che un presidente – meno che meno un candidato alla presidenza – conduca trattative con singole aziende statunitensi, materia di cui dovrebbero occuparsi semmai le agenzie federali o i governi dei singoli Stati dell’Unione. Cio’ non toglie, pero’, che a meno di un mese dalle elezioni dell’8 novembre, e quando ancora non si e’ insediato alla Casa Bianca, Trump possa gia’ appuntarsi al petto una prima vittoria politica di alto profilo.

“Siamo lieti di aver raggiunto un accordo con il presidente eletto Trump e il vicepresidente eletto Pence per mantenere circa mille lavoratori in Indiana”, ha infatti annunciato l’azienda su Twitter. Stando a fonti vicine al presidente eletto citate dal settimanale  “Time”, Trump intende adottare lo stesso approccio con una serie di altre grandi aziende intenzionate a delocalizzare la produzione e trasferire posti di lavoro al di fuori del paese.

Il Washington Post definisce quella di Trump la sua piu’ grande vittoria sino ad oggi, ma avverte che in Indiana, per ogni stabilimento salvato, ce ne sono altri che si ridimensionano o chiudono i battenti: la campagna di Trump per rilanciare la manifattura statunitense e’ appena cominciata, e si preannuncia però già con un importante successo.

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