La battaglia politica per le elezioni del 4 dicembre a Vienna è entrata nel vivo. Ieri il candidato della destra Hofer e il verde Van der Bellen si sono confrontati in un dibattito televisivo sui due temi più caldi di questo voto: l’immigrazione e la possibile uscita dell’Austria dall’Europa, sull’onda della Brexit.

Una contro l’altra, due visioni opposte, in un’elezione dall’esito incerto che avrà importanti ripercussioni in tutta Europa. Un voto controverso, quello austriaco, che ha luogo dopo che a maggio Hofer aveva perso per soli 31mila voti contro Van der Bellen, ottenendo però un’altra possibilità.

La Corte costituzionale aveva infatti annullato il risultato per irregolarità nei conteggi dei voti. E così oggi si annuncia un possibile ribaltamento del risultato di maggio, grazie anche a un “effetto Trump” che potrebbe giocare a favore della destra.

Molte, in effetti, le analogie fra i due leader. È lo stesso Hofer a sottolinearlo: «Un paragone potrebbe essere che Trump ha avuto venti contrari negli Usa e ha vinto comunque». E ha aggiunto: «Dovunque le elite si allontanino dagli elettori, quelle saranno spazzate via dal voto».

Diversi i punti di contatto anche nei loro programmi: linea dura contro immigrazione e musulmani, dialogo e vicinanza nei confronti della Russia di Putin. Stessa anche la resistenza che incontrano nelle file della destra più moderata, oltre all’ostracismo dei media.

Eppure Hofer continua a guadagnare consensi, e mentre il suo avversario ripete il mantra della Merkel sui rifugiati – «Wir schaffen das» (‘Ce la faremo’) – ieri il vincitore del dibattito a detta di tutti è stato proprio il leader del FPÖ, partito di destra che già fu di Jörg Haider.

Con una proposta choc: creare una zona di sicurezza dove far alloggiare i rifugiati, ma in Nord Africa anziché in Europa. «L’Austria spende 270.000 euro per ogni rifugiato. Solo lo scorso anno abbiamo alloggiati 90.000 rifugiati, per non parlare delle famiglie al seguito», ha dichiarato Hofer al sito di informazione di Sputnik.

«Moltiplicate questa cifra per 270.000 e vi renderete conto della quantità di denaro di cui stiamo parlando. Per una somma molto minore avremmo potuto stabilito una zona di sicurezza in Nord Africa, completa di asili, scuole e altre strutture educative in cui possano formarsi le persone che un giorno ricostruiranno i loro Paesi». Una proposta, quella di Hofer, che ha fatto molto discutere.

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