Non bastava il testo del referendum costituzionale che sembra scritto appositamente per spingere gli italiani a votare senza pensarci.

Non bastavano nemmeno i 300mila euro dei contribuenti spesi da Maria Elena Boschi per andare in Sud America a convincere gli emigrati a votare in massa per la riforma di Renzi. Ora il governo schiera pure i Comitati per i cittadini all’estero (Comites). Ovviamente a spese nostre. In Spagna ad esempio accade che questo organo elettivo invii una mail agli italiani residenti nella penisola iberica promuovendo con tutti i crismi le “ragioni per il Sì” e snobbando il No.

Cosa sono i Comites

Facciamo un passo indietro. Molti forse nemmeno sanno che dal 1985 i cittadini emigrati nelle varie parti del mondo eleggono dei “Comitati degli Italiani all’Estero“, organismi rappresentativi con funzione consultiva presso i consolati. Dovrebbero raccogliere le esigenze della comunità italiana e promuove varie iniziative pubbliche. Come, ad esempio, dibattiti sul referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Ovviamente per pagare l’attività dei Comites il Ministero degli Affari Esteri drena risorse ai contribuenti italiani visto che annualmente la Farnesina mette a bilancio un finanziamento per sostenerne le spese. Soldi che dalle tasche degli italiani finiscono (anche) a promuovere le riforme di Renzi&co.

Il Comites spagnolo e la propaganda per il Sì

In Spagna infatti il Comites ha organizzato il 20 ottobre scorso un dibattito presso l’ambasciata di Madrid per mettere a confronto i due schieramenti. Un rappresentante a spiegare perché votare No e un altro a dire per quale motivo mettere una crocetta sul Sì. Bene. Il problema è che pochi giorni dopo i residenti in Spagna hanno ricevuto una mail con un articolo in bella vista pescato direttamente dal “Comitato per il Si della Spagna”.

Nessuna informazione, invece, dal fronte del No. Evidentemente penalizzato. Certo: il Comites ha invitato “i comitati per il No a farci pervenire il loro contributo”, ma invece di aspettare di avere entrambe le posizioni ha preferito far subito pubblicità al Sì. Meglio propaganda oggi che la par condicio domani. Forse sarebbe stato più corretto chiedere preventivamente un contributo pure alla controparte, attendere di riceverla e poi redigere la mail con le due posizioni a confronto.

Anche perché il Comites vive di contributi pubblici versati da tutti i contribuenti. Pure di quelli che voteranno No.

Fonte: qui

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