“Per quanto riguarda la flessibilita’ in generale, lo spazio e’ molto limitato perche’ l’Italia nel complesso ha esaurito nel 2015 e 2016 tutta la flessibilita’ che era disponibile”.

E’ quanto afferma il vicepresidente della Commissione Ue Vladis Dombrovskis in un’intervista al Corriere della Sera in apertura di prima pagina, precisando che ci sono margini solo per ”i costi direttamente legati al sisma”.

”In caso di disastri naturali, si puo’ considerare che ci siano misure una tantum di cui non tenere conto quando si valuta lo sforzo strutturale di un Paese”, dice. Dombrovskis ritiene anche accettabile che il deficit possa salire in conseguenza della minore crescita: ”In primavera prevedevamo 1,1% quest’anno e 1,3% il prossimo, ma adesso dovremo considerare l’impatto della Brexit e altri fattori di rischio al ribasso per l’economia”.

La sfida referendaria non e’ invece un fattore attenuante: ”Certo apprezziamo gli sforzi di riforma del governo, nel mercato del lavoro, nell’ amministrazione e adesso sulla Costituzione in modo da rendere il processo legislativo piu’ lineare e sostenere la stabilita’ degli assetti.

Ma la Commissione ne resta fuori. Non prendiamo decisioni in base a questi argomenti”. Come dire: se Renzi perde il referendum, poco male…

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