Il Premier Renzi continua ad intasare tv e spazi pubblicitari cercando di stuzzicare la “pancia” anticasta del Paese, promettendo che in caso di vittoria del “Sì” al referendum costituzionale, previsto per il prossimo 4 dicembre, vi sarà un sostanziale taglio dei dei costi della politica. Ma, come sempre, il Presidente del Consiglio non la racconta giusta. Infatti, il testo del nuovo articolo 122 stabilisce che gli emolumenti degli amministratori regionali trovino un tetto “nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione”. Norma buona e giusta direte voi, ma grazie alla riforma pastrocchio si potrebbero avere aumenti di reddito anziché diminuzioni. Vediamo il perché.

Come spiegato dal consigliere di regione Lombardia di Forza Italia, Fabio Altitonante, nel corso della manifestazione per il No, il sindaco di Milano guadagna più dei consiglieri regionali. Conti alla mano circa 10.138 euro ogni mese, mentre l’indennità mensile di Altitonante e colleghi oggi è pari a 6.327 euro. Se non si dovessero considerare i rimborsi (forfettizzati a 4.218 euro) la differenza sarebbe consistente. E moltiplicata per 80 (i consiglieri) e per 60 (i mesi di una legislatura regionale) si calcolerebbe in milioni di euro.

Altro che risparmi, un vero paradosso.

Un aumento imposto da Renzi e dalla sua sciagurata riforma, dopo che la Regione aveva decurtato drasticamente gli stipendi.

Se cercavate un altro motivo per votare NO il prossimo 4 dicembre, beh, l’avete trovato.

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