L’agenzia di rating Fitch rivede al ribasso l’outlook dell’Italia da ‘stabile’ a ‘negativo’, con l’aumentare “dell’incertezza politica e dei rischi al ribasso”. Nel confermare il rating ‘BBB+’, venerdì 21 ottobre Fitch ha messo in evidenza come l’economia italiana sia rimasta ferma nel secondo trimestre. Il Pil italiano è attualmente sopra i livelli del 2000 e il 7% al di sotto del picco del 2007; si tratta della peggiore performance nell’area euro ad esclusione della Grecia”. La crescita debole dell’Italia “rende più difficile ridurre il debito, i crediti deteriorati delle banche e la disoccupazione” afferma Fitch.

Riviste al ribasso le precedenti previsioni, con il Pil che salirà dello 0,8% nel 2016 e dello 0,9% nel 2017, mentre in aprile Fitch aveva previsto un crescita dell’1,0% quest’anno e dell’1,3% il prossimo. In crescita invece il debito, che si attesterà al 132,8% nel 2016 dal 132,3% del 2015 e raggiungerà il picco nel 2017 al 133,3% quando dovrebbe iniziare a calare, ma più lentamente del previsto, raggiungendo il 128% nel 2020”.

“Il sistema bancario italiano soffre di un elevato livello di crediti deteriorati, che aggiungono rischi all’economia. Le sofferenze ammontano a 200 miliardi di euro alla fine di agosto mentre il totale dei crediti deteriorati è di 331 miliardi alla fine di giugno, pari al 16,4% dei prestiti totali e al 20% del Pil” osserva Fitch, secondo la quale il deficit italiano sarà nel 2017 al 2,4% e nel 2018 all’1,7%. Il Draft Budgetary Plan fissa il deficit al 2,3% del Pil per il 2017.

loading...