Esattamente tra due giorni, cioè mercoledì 15 marzo, si vota in Olanda. E sarà il primo appuntamento elettorale in Europa del 2017.

Dopo le importantissime elezioni dello scorso anno (che hanno visto la volontà del popolo esprimersi in favore della Brexit e di Trump, oltre che bocciare sonoramente la riforma costituzionale del PD in Italia), ecco l’Unione Europea alla prese con altri tre appuntamenti elettorali che potrebbero produrre lo smantellamento della schiavistica struttura sovranazionale (ma anche, al contrario, il suo folle consolidamento). Tuttavia, comunque vadano i tre appuntamenti elettorali del 2017, l’UE e l’euro sono destinati a crollare. È solo questione di quando e di come. E non è roba da poco.

Il primo appuntamento elettorale di questo 2017 è tra due giorni, il 15 marzo, con le elezioni politiche olandesi. Il secondo sarà tra la fine di aprile e gli inizi di maggio con le presidenziali francesi e infine, in autunno, le politiche tedesche. Senza escludere l’eventualità di elezioni politiche anche in Italia.

Ma vediamo la situazione in Olanda, dove vige una legge elettorale con sistema proporzionale puro e soglia di sbarramento molto bassa allo 0,67%, quindi con ben 28 liste sulla scheda elettorale. Ciò significa che, chiunque dovesse vincere, dovrà necessariamente cercarsi un ampio consenso in Parlamento.

Secondo gli ultimi dati diffusi dai sondaggi risulterebbe in testa Geert Wilders, il leader anti-euro ed anti UE del PVV (partito per le libertà, dato intorno al 22%), mentre di poco dietro troviamo il primo ministro uscente Mark Rutte del partito liberale  (VVD, dato invece poco sopra al 19%).

È molto probabile, salvo sorprese, che il partito di Wilders vinca le elezioni, nel senso che ottenga la maggioranza relativa dei voti espressi dal popolo, ma, stando alle dichiarazioni degli altri partiti che non avrebbero alcuna intenzione di allearsi in Parlamento col PVV, è altrettanto molto probabile che il primo partito resti fuori dal governo del Paese.

Tuttavia, anche qualora ciò dovesse accadere, il dato politico sarebbe devastante per la tirannica sovrastruttura europea. Infatti dopo la Brexit, Trump e il no al referendum costituzionale italiano, avere nel cuore d’Europa un Paese dove il primo partito è anti-euro ed anti-UE sarebbe certamente un dato politico inconfutabile di come il popolo si allontani sempre di più dalla tirannica Unione Europea e dalle Istituzioni nazionali a suo vile servizio. E se davvero mercoledì sera il PVV dovesse risultare il primo partito olandese, tenerlo fuori dal governo significherà tradire e prendersi gioco della sovranità popolare, con tutto ciò che questo comporterebbe sia a livello nazionale che a livello europeo!

Mercoledì sera un altro colpo democratico potrebbe abbattersi sulla dittatura dell’UE. Staremo a vedere… il tulipano nero potrebbe riapparire sulla scena europea dopo più di duecento anni…

Giuseppe PALMA

Tratto dal Blog di Giuseppe Palma

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