Articolo tratto dal sito scenarieconomici.it:

Da mesi e mesi ripetiamo che nel 2014 la crescita del PIL sara’ attorno allo zero o debolmente negativa, nonostante tanto il Governo, quanto gli istituti previsionali (nazionali ed esteri) si ostinino a dare per l’Italia nel 2014 un PIL tra +0,5% e +1,0% (l’ultima previsione governativa e’ +0,8%, e su tale base e’ costruito il DEF e gli obiettivi di bilancio):

Le lievissime imprecisioni delle previsioni governative su PIL, Deficit e Debito…. (22 Ottobre 2013)

Facciamo un Test: Quale sara’ la variazione del PIL nel 2014? (7 novembre 2013)

Previsioni PIL 2014 sempre peggiori…. avevamo ragione noi(20 Marzo 2014)

#Renzistudia: PIL Italia Disastroso nel Q1 2014 (-0,1% trim, -0,5% annuo). Niente ripresa e buco nei conti nel 2014 (15 maggio 2014)

Vi abbiamo anche gia’ detto cosa accadra’ ad Ottobre 2014 (wait and see…)

#arrivailBidone – La Revisione del PIL potrebbe pesare tra il 6 ed il 14% del PIL

Ma si sa, noi siamo un piccolo blog, letto da quattro gatti.

Guardate un momentino cosa abbiamo scovato nell’ultimo report dell’ISTAT del 30 maggio 2014 (che trovate QUI) dal titolo “aspettando la ripresa”: al capitolo 9, si fanno le previsioni sul PIL Italiano. Leggendo le parti scritte si capisce poco (…e non a caso sono quelle copiate ed incollate dalla Stampa sussidiata) e si parla per l’intero 2014 di una “ripresa debolmente positiva”. Hanno pero’ messo un grafichetto che mostra gli andamenti previsionali dell’andamento del PIL trimestre su trimestre nell’ipotesi mediana, minima e massima. Ovviamente Ilsole24ore, e tutta la stampa economica italiana ha dormito beatamente, senza tradurre quel grafichetto in cifre previsionali annue (esercizio, che persona che mastica di macroeconomia fa in 60 secondi netti). Anche l’Istat s’e’ ben guardato dal tradurre quel grafico in un dato di previsione numerica.

Di seguito il report Istat e la traduzione grafica by Scenarieconomici.it

report_istat

Ripeto quanto scritto nelle conclusioni di uno dei pezzi di cui sopra, dove scrivevamo:

Direi che e’ evidente che le previsioni governative e dei consessi internazionali di un PIL 2014 a +0,6-1,0% verranno smentite, e nel 2014 il PIL reale sara’ ancora una volta negativo.

L’ITALIA strutturalmente cresce come PIL circa l’1% meno della media UE da 15 anni, differenziale che nel 2012-13 e’ salito al 2% medio. Ovviamente tale differenziale permarra’ anche negli anni a venire, perche’ le cause strutturali della minor crescita permangono integralmente, per non dire che si sono aggravate (differenziale del CLUP sulla Germania, scarsa competitivita’, elevata tassazione e burocrazia, conti pubblici pessimi, servizi pubblici e privati scadenti e costosi). Per cui l’Italia nel 2014 puo’ avere un PIL positivo solo se la UE crescera’ del 2%, cosa sostanzialmente impossibile (considerando che diversi paesi UE sono in difficolta’ ed hanno tutt’ora domande interne negative, e considerando che l’apprezzamento dell’Euro su USD ed altre valute penalizzera’ l’export, e contestualmente ci sono segnali di crisi negli emergenti; cio’ impattera’ sulla componente estera del PIL, e conseguentemente sull’andamento del PIL europeo del 2014).

CONCLUSIONI: #Renzistudia 

… E MAGARI LEGGI SCENARIECONOMICI.IT ED I BLOG INDIPENDENTI.

E’ questione di semplice Logica Matematica.

Per avere un PIL nell’intero 2014 a +1,0%, dovremo avere nei prossimi 3 trimestri crescite attorno allo 0,75% trimestrali, circa 3% annualizzato: IMPOSSIBILE!

Per avere un PIL nell’intero 2014 a CRESCITAZERO, dovremo avere nei prossimi 3 trimestri crescite attorno allo 0,25% trimestrali, circa 1% annualizzato: POSSIBILE, MA PER NIENTE SCONTATO!

Il 2014 e’ andato, NIENTE RIPRESA, e probabile voragine nei conti. Uno scostamento di un 1% sul previsionale su cui e’ stata fatta la manovra, significa circa 8 miliardi di buco nei conti e nel deficit, problemino che si aggiunge al reperimento dei 10 miliardi di mancia elettorale degli 80 euro.

L’Italia non si riprendera’ MAI se non riduce drasticamente il differenziale di CLUP (Costo del Lavoro per Unita’ di Prodotto) col resto dell’Eurozona acquistando competitivita’, e per far cio’ hai solo 2 possibilita’:

1) Svaluti (effetto immediato)

2) Licenzi, aumenti la disoccupazione, riduci la tassazione sul lavoro, riduci i salari ed aumenti la flessibilita’ in uscita precarizzandolo (in sintesi fai cio’ che ha fatto la Spagna, e dopo 2-3 anni di inferno e disoccupazione stellare, inizi ad avere qualche effetto)

Fonte: scenarieconomici.it

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