L’Euro è una moneta fiat, cioè creata dal nulla dalla BCE (più precisamente dalle banche centrali di ciascuno Stato appartenenti al SEBC, d’accordo con la BCE), ma non è destinata direttamente ai Governi dell’Eurozona, bensì alle riserve dei mercati dei capitali privati.

Pertanto, ciascuno Stato è costretto ad andarsela a cercare. E può farlo solo in due modi: a) chiedendola in prestito ai mercati dei capitali privati (esempio banche private, assicurazioni etc…) ai quali va restituita con gli interessi, quindi, prima di prestarla, valutano con la lente di ingrandimento l’affidabilità finanziaria dello Stato richiedente a poterla restituire; b) andandola a prendere da cittadini e imprese, quindi attraverso l’aumento delle tasse, i tagli selvaggi alle voci di spesa pubblica più sensibili (esempio sanità, pensioni, giustizia, istruzione etc…) e la lotta all’evasione fiscale condotta attraverso strumenti giacobini, indegni per Paesi che vogliano continuare a definirsi civili e democratici (si pensi ad esempio all’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente). Inoltre, tale meccanismo di reperimento della moneta serve – ed è allo stesso tempo funzionale – anche a far “quadrare” la finanza pubblica, ma solo in funzione della valutazione dei mercati dei capitali privati di dare o meno in prestito la moneta e a quali tassi di interesse! 

Vi ricorda qualcosa lo spread Btp-Bund? In pratica si sono sacrificate la democrazia, la Costituzione e la libertà solo a causa dei differenziali di interesse tra Italia e Germania. In altre parole, per dirla semplicemente, il sistema-euro è un sistema perverso che uccide senza pietà i piccoli commercianti, gli artigiani e i professionisti, tutelando di riflesso le multinazionali, dalla cui evasione fiscale non è possibile recuperare le somme che invece si recuperano dalla molteplicità dei piccoli! Tanto più che, nella cornice degli obiettivi della sovrastruttura EUropea, il fine è quello di distruggere i piccoli a vantaggio dei grossi! E questo non per capriccio, ma sempre a causa della moneta unica, che serve da apposito strumento di governo. L’euro è un accordo di cambi fissi, quindi rende impossibile per ciascuno Stato dell’Eurozona l’intervento sul cambio (le cosiddette svalutazioni competitive del passato), costringendolo a scaricare il peso della competitività sul lavoro! Questo vuol dire che, se le merci prodotte in un determinato Paese vogliono tornare ad essere competitive sul mercato rispetto alle stesse merci prodotte in altri Paesi dell’area-euro, non potendo più svalutare la moneta, lo Stato è costretto a ridurre i salari e a comprimere le garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore (svalutazione del lavoro), determinando in tal modo l’abbassamento dei prezzi e quindi una ripresa delle esportazioni! Riforma Fornero, Jobs Act e immigrazione selvaggia vi dicono qualcosa? Avere tanti poveri e moltissimi disoccupati significa poter abbassare le pretese degli schiavi! Per questo, voler rimanere nell’Euro significa dover necessariamente spalancare le porte alle multinazionali, più capaci ed attrezzate dei piccoli a tenere prezzi bassi e schiavi a libro paga! E se ciò non bastasse a distruggere la piccola-medio impresa, ecco che ci pensa lo Stato con la lotta giacobina all’evasione fiscale.

Avv. Giuseppe PALMA

articolo di Giuseppe Palma pubblicato su “Il Giornale d’Italia” il 4 novembre 2016: http://www.ilgiornaleditalia.org/news/economia/882516/Evasione-fiscale–la-colpa-e.html

Tratto dal Blog di Giuseppe Palma

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