Il Pentagono ha richiesto ulteriori fondi pari a 500 milioni di dollari per terminare la fase di sviluppo del sistema d’arma statunitense più costoso della storia, l’F-35 della Lockheed Martin.

Il Joint Program Office, durante una riunione a porte chiuse avvenuta il mese scorso con il Defense Acquisition Board, ha richiesto ufficialmente la somma per completare lo sviluppo. Secondo il Dipartimento della Difesa, la richiesta sarà formulata nello strumento finanziario 2018: potrebbe essere il primo documento sulla scrivania del prossimo Segretario alla Difesa.

Gli Stati Uniti acquisteranno una flotta di 2443 F-35 per un programma i cui attuali costi complessivi ammontano a 379 miliardi di dollari (erano 391 nel 2014).

Lo scorso 14 ottobre, in un memo di otto pagine a firma di Michael Gilmore, direttore del Dipartimento della Difesa per i test operativi si “consiglia fortemente di ristrutturare il programma e le risorse necessarie per raggiungere la piena capacità”.

I 500 milioni di dollari in più non sono considerati una richiesta eccessiva, considerando le dimensioni del programma. L’intera fase di sviluppo dell’F-35 ha raggiunto i 55 miliardi di dollari: si sarebbe dovuta concludere per la fine dell’anno fiscale 2012.

Secondo Frank Kendall, Sottosegretario alla Difesa per l’Acquisizione, la Tecnologia e la Logistica, la fase di sviluppo dovrebbe concludersi nell’autunno del 2017. Tempistica non condivisa da Gilmore che fissa al novembre del 2018 una possibile conclusione dello sviluppo dell’F-35 “a meno che si ignorino le valutazioni programmate”.

Secondo Gilmore “sono necessari ulteriori test per convalidare l’ultima versione del software. Riscontrati progressi insufficienti nei sistemi di missione, carenze sulla progettazione del cannone e per la sua implementazione”. Gilmore, infine, rileva troppi pochi aerei disponibili per i voli e fino a 1.179 “significant open” sulle carenze del software.

In una relazione del nove agosto scorso, una settimana dopo la certificazione operativa iniziale dell’Air Force, Gilmore riscontrava soltanto “limitati progressi” nel programma F-35.

Lo scorso settembre, il Segretario dell’Air Force Deborah James ha annunciato al Congresso che entro i primi mesi del 2018, gli F-35 avrebbero raggiunto piena capacità di combattimento.

Poche ore dopo, in una email Gilmore scrive “che tale stima è improbabile poiché il programma è incautamente costretto a operare nell’ambito del suo bilancio attualmente previsto”. Secondo Gilmor, il programma F-35 necessita di ulteriori fondi “per correggere un numero considerevole di carenze critiche esistenti e le nuove lacune che inevitabilmente saranno scoperte”.

Fonte: www.difesaonline.it

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